È deceduto Desmond Morris, il noto etologo che ha descritto l’essere umano come una scimmia priva di pelliccia.

Leggi in app

È deceduto Desmond Morris, il noto etologo che ha descritto l'essere umano come una scimmia priva di pelliccia.0 È deceduto Desmond Morris, il noto etologo che ha descritto l'essere umano come una scimmia priva di pelliccia. 2

Desmond Morris allo zoo di con lo scimpanzé Congo nel 1956 

Con il suo libro “scimmia nuda” ha raggiunto una notorietà globale, affascinando diverse generazioni. Desmond Morris, il celebre etologo britannico, ha catturato l’attenzione del pubblico e della comunità scientifica grazie ai suoi primi studi sul comportamento umano da una prospettiva zoologica, ed è deceduto domenica in Irlanda, dove risiedeva dal 2018. Aveva 98 anni.

A comunicare la notizia della sua scomparsa è stato il figlio Jason, il quale ha affermato: «La vita di mio padre è stata caratterizzata dall’esplorazione, dalla curiosità e dalla creatività. Zoologo, osservatore dell’uomo, scrittore e artista, ha continuato a scrivere e dipingere fino alla fine. Era un uomo straordinario e un padre e nonno eccezionale».

Definendo l’essere umano una «scimmia evoluta» piuttosto che un «angelo decaduto», Desmond Morris suscitò polemiche tra i cristiani negli anni Sessanta. Tuttavia, la sua Scimmia nuda, pubblicata nel 1967 e tradotta in 28 lingue (in italiano edita da Bompiani), gli ha conferito fama e riconoscimento a livello globale. Un bestseller con 20 milioni di copie vendute, diventato un’icona pop, noto anche a chi non lo ha mai letto e rilanciato a cinquant’anni di distanza dal celebre brano sanremese di Francesco Gabbani. Nel 2017, nella canzone Occidentali’s Karma, ha citato esplicitamente la teoria della scimmia nuda – Morris considerava gli esseri umani una specie che condivide con 192 altre specie di scimmie e primati una discendenza comune, comportamenti, rituali e strutture familiari – per ironizzare sui comportamenti umani contemporanei. Morris stesso aveva elogiato il brano, paragonando la qualità del testo a quella di autori come Bob Dylan o John Lennon.

In aggiunta, esattamente un anno fa, aveva rivisitato il suo bestseller, divenuto un classico, in una versione per giovani lettori, intitolata La scimmietta nuda e pubblicata in Italia da Bompiani, raccontando in un’intervista apparsa sulle pagine di Robinson come il suo capolavoro fosse nato per caso, «da uno scherzo durante una festa».

Nato a Purton, nel Wiltshire, il 24 gennaio 1928, dopo aver conseguito la laurea in zoologia all’Università di Birmingham, nel 1954 Morris ha ottenuto il dottorato presso la Oxford University. Ha proseguito per due anni la carriera di ricercatore universitario, per poi entrare a far parte della Società Zoologica di Londra, diventando responsabile della Zoological Society Tv and Film Unit. Nel 1959 è stato assunto come conservatore dei mammiferi allo zoo di Londra, incarico che ha mantenuto fino al 1967, quando è stato nominato direttore dell’Institute of Contemporary Arts di Londra.

In quegli anni, come presentatore della trasmissione Zoo Time, Morris è stato uno dei volti più noti della televisione britannica, incantando milioni di telespettatori in ogni episodio e portando nelle loro case incredibili avventure e animali selvaggi. Nel 1967, il successo globale del libro La scimmia nuda (The Naked Ape, titolo originale) gli ha permesso di trasferirsi a Malta e dedicarsi alla pittura, sua altra grande passione.

Dopo aver studiato a lungo le scimmie, con La scimmia nuda, libro sorprendente e al contempo rigorosamente scientifico, Morris ha iniziato a esaminare l’essere umano. Ma lo ha fatto considerando l’uomo come scimmia, ovvero come l’unico, tra le centonovantatré specie di scimmie, a essere privo di peli. Nudo, appunto. «Per quanto si possa tentare di ignorare l’eredità del passato, l’uomo rimane fondamentalmente una scimmia in crisi, che segue nella vita sessuale e sociale i modelli comportamentali stabiliti dai suoi antenati scimmioni cacciatori», sosteneva.

Dopo gli anni trascorsi a Malta, le sue ricerche sul comportamento umano lo hanno riportato a Oxford, dove ha continuato a scrivere libri, realizzare documentari per la televisione e a dipingere.

In qualità di artista, Morris ha contribuito al movimento surrealista britannico. La sua prima esposizione personale risale al 1948. Nel 1957 ha curato una mostra di dipinti e disegni realizzati da scimpanzé all’Istituto di Arte Contemporanea di Londra; tra questi vi erano alcune opere di un giovane scimpanzé di nome Congo.

Morris è autore di oltre sessanta opere, molte delle quali tradotte in italiano. Tra queste si segnalano: La mia vita con gli animali (Mondadori, 1980); Questi splendidi animali. Vita, comportamenti, relazioni con l’ambiente (Mondadori, 1990); Noi e gli animali: come convivere (Mondadori, 1992); Il mondo degli animali (Mondadori, 1993); L’animale uomo (Mondadori, 1994); L’occhio nudo: giro del mondo alla scoperta dell’uomo (Mondadori, 2001); L’animale donna. La complessità della forma femminile (Mondadori, 2005); Pianeta scimmia (DeAgostini, 2009); La scimmia artistica (Rizzoli, 2014); Un cervo in metropolitana” (Mondadori, 2017); Le vite dei surrealisti (Johan & Levi 2018)

I commenti sono chiusi.