Emergency presenta a Ferrara le testimonianze di chi lotta: Gianluca Costantini introduce “Vietato arrendersi”

Un evento focalizzato sulle esperienze di coloro che, anche oggi, continuano a tutelare diritti, libertà e democrazia in ambienti caratterizzati da repressione, censura e violenza. Sabato 30 maggio, alle 18, nella piazzetta del Centro Commerciale Il Castello, l’artista e attivista Gianluca Costantini presenterà Vietato arrendersi. Chi lotta oggi per la democrazia, un’opera che si sviluppa attorno alle parole di Laura Cappon, recentemente pubblicata da BeccoGiallo.

Questo incontro rappresenterà di fatto l’anteprima degli Edays, organizzata dal Gruppo ferrarese di Emergency con il supporto costante di Librerie.coop, che seguono l’attività della ong in tutta la regione.

L’autore avrà un dialogo con Girolamo De Michele, scrittore e filosofo, in un confronto sul potere delle immagini, dell’informazione e dell’impegno civile, in un periodo in cui la democrazia sembra sempre più vulnerabile. Sarà quindi un’opportunità per riflettere su come arte e informazione possano ancora fungere da strumenti di denuncia, memoria e partecipazione; poiché la libertà, a quanto pare, è sempre considerata essenziale finché non disturba qualcuno con sufficiente potere da volerla silenziare. Non sorprende, quindi, che l’evento sostenga l’appello io obietto la guerra lanciato dalla stessa Emergency – https://emergencydaysferrara.wordpress.com

IL LIBRO

Il graphic journalism di Laura Cappon e di Gianluca Costantini con Vietato arrendersi. Chi lotta oggi per la democrazia si inserisce in una tradizione ben definita: quella del reportage civile che cerca instancabilmente di restituire la vulnerabilità nei volti spesso schiacciati dall’anonimato e, soprattutto, le conseguenti responsabilità morali. Il libro raccoglie dieci storie autentiche provenienti da Siria, Iran, Bielorussia, Afghanistan, Hong Kong, Gaza e Congo, unite dall’idea di una resistenza quotidiana alla repressione. E si percepisce immediatamente la capacità degli autori di evitare la retorica dell’eroismo: Cappon e Costantini ritraggono persone comuni che decidono di esporsi pur consapevoli che il prezzo può essere il carcere, l’esilio e persino la damnatio memoriae. In questo contesto emerge l’ironia amara del titolo: “vietato arrendersi” rappresenta una postura etica, distante da tutti quei martiri impeccabili che riempiono gli scaffali delle librerie per soddisfare i criteri della mercificazione di massa. Dal punto di vista stilistico, il volume vive di una tensione costante tra la narrazione diretta del testo e il segno delle illustrazioni. La scrittura si presenta asciutta, documentata e volutamente antiretorica: Cappon evita l’enfasi, preferendo accumulare testimonianze e frammenti di vita. È un linguaggio che deriva chiaramente dall’esperienza sul campo della giornalista, che nel corso degli anni ha seguito rivoluzioni e crisi geopolitiche in Medio Oriente e in Ucraina. Parallelamente, Costantini prosegue il suo percorso di arte militante legata ai diritti umani, già evidente nei lavori su Patrick Zaki, Giulio Regeni e sulle repressioni in Turchia e a Hong Kong. L’artista contraddice l’approccio narrativo, arrivando persino a ferirlo; il suo tratto rimane riconoscibile con i colori ridotti all’essenziale e le linee nervose che sembrano consumarsi insieme ai protagonisti.

LegaUcraina