G8 di Genova, venerdì si svolgerà l’ultima serata dedicata a ricordi e testimonianze
Venerdì 24 luglio si svolgerà l’ultimo incontro della rassegna “G8: 25 anni dopo. Perché gli eventi del 2001 a Genova ci riguardano ancora molto”: presso il Cps Acquedotto si terrà una serata dedicata alle testimonianze, alla memoria e all’eredità politica delle giornate del G8.
L’evento avrà inizio alle ore 19 con un aperitivo conviviale, un momento per ritrovarsi, conoscersi e condividere esperienze e riflessioni prima dell’avvio degli interventi.
Successivamente interverranno Luca Greco, del Comitato Piazza Carlo Giuliani, un’organizzazione che da anni preserva e trasmette la memoria delle giornate di Genova, e Girolamo De Michele, scrittore, filosofo e attivista, per una riflessione sul significato politico di Genova e sulla sua attualità a venticinque anni di distanza.
Alle ore 21.30 sarà proiettato il documentario inedito “G8 – Gente di Genova”, realizzato da Paolo Cirelli e Alessandro Panetta, per rivivere insieme quelle giornate che hanno avuto un forte impatto su di noi.
L’ultimo incontro della rassegna intende essere non solo un momento di memoria, ma anche un’opportunità per riflettere su ciò che Genova ha rappresentato per una generazione e su come quelle giornate continuino a influenzare le lotte sociali, studentesche, ambientaliste e internazionaliste attuali.
Oltre cento persone hanno preso parte lunedì sera alla proiezione di Diaz – Non pulire questo sangue presso la Sala Estense di Ferrara, secondo appuntamento della rassegna “G8: 25 anni dopo”. Perché gli eventi del 2001 a Genova ci riguardano ancora molto”, organizzata da un gruppo di cittadini insieme ad Arci Ferrara.
Una sala gremita e un pubblico attento hanno accompagnato la visione del film di Daniele Vicari, dedicato a una delle pagine più drammatiche delle giornate del G8 di Genova. Al termine della proiezione, molte persone hanno lasciato la sala profondamente colpite dalle immagini e dalle testimonianze presentate nel film, confermando quanto quella vicenda continui a suscitare emozione, indignazione e riflessione.
A venticinque anni di distanza, la morte di Carlo Giuliani, il massacro della scuola Diaz e le torture di Bolzaneto rimangono ferite aperte nella memoria collettiva del nostro Paese.
“La partecipazione che abbiamo osservato in queste settimane dimostra che esiste ancora un forte bisogno di confrontarsi con quella storia – spiegano i promotori -. Genova non appartiene solo al passato. Continua a parlarci del presente, del rapporto tra potere e dissenso, dei diritti e delle libertà che troppo spesso vengono calpestati. Lo vediamo ogni volta che nel nostro Paese si riapre il dibattito sull’uso della forza, sulla responsabilità delle istituzioni e sulla necessità di verità e giustizia. In questi giorni anche la morte di Abderrahim Fakir a Bologna ha riportato al centro domande che non possono lasciare indifferenti e che evidenziano come i temi emersi a Genova continuino a interrogare il presente.”
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