Il Cantico dei Cantici rivive nella danza alla XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica

Il Cantico dei Cantici rivive nella danza alla XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica 1

In occasione della XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica, quest’anno dedicata al tema “Ahavah – Le molteplici sfumature dell’amore”, la Comunità Ebraica di , in collaborazione con il di Ferrara, ha presentato la performance di danza Il Cantico dei Cantici: un viaggio danzato tra amore e natura nel fantastico Giardino dell’Eden, interpretata dalla Jazz Studio Dance Company della Polisportiva O. Putinati di Ferrara.

L’esibizione ha ottenuto un grande successo, testimoniato dai calorosi applausi del numerosissimo pubblico presente al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara.

La Jazz Studio Dance Company ha danzato questo testo utilizzando il linguaggio della danza moderna: corpi che si cercano e si respingono, che imparano a stare insieme senza perdersi. I gesti sono visioni e in danza nati dopo la lettura de Il Cantico. Non si è voluto “illustrare” il testo, ma farne un’esperienza collettiva per danzarlo come canto della comunità: corpi che crescono insieme, come un giardino. Attraverso la danza, la parola si spoglia della sola dimensione verbale per farsi corpo, respiro e impulso nello spazio.

La coreografia di Silvia Bottoni nasce dal desiderio di dare forma visibile all’invisibile: il magnetismo della ricerca, la trepidazione dell’attesa e l’estasi dell’incontro. La danza non accompagnava soltanto i versi recitati, ma ne incarnava la vibrazione interiore. I bravissimi danzatori erano l’allegoria dell’Amato e dell’Amata inseriti in un ideale Giardino dell’Eden dove fiorisce la Natura attorno all’amore visto come forza invincibile e sacra. Il Giardino, come luogo primordiale costruito dalla fisicità dei corpi, prende vita attraverso le movenze di un Cerimoniere che non è solo un personaggio, ma è la Voce del Giardino che agisce come un regista invisibile.

Centrali nella messa in scena sono stati gli elementi della sensualità, del ricordo, della lontananza, del desiderio dell’altro, del vuoto e dell’assenza che si riempiono di assonanze con il mondo della natura. Tutto perfetto e curatissimo: musiche coinvolgenti, costumi di grande presa, oggetti di scena che rappresentavano dei simboli narrativi e una grande tecnica ed energia interpretativa.

Per la coreografa e i danzatori, l’approfondimento di queste tematiche per preparare progetti in danza rappresenta uno stimolo continuo di conoscenza, studio e confronto. Ogni incontro è una nuova sfida nella danza, un’occasione preziosa per interrogare il corpo e per tradurre in movimento parole antiche e universali. La Jazz Studio Dance Company ha rivolto un sentito ringraziamento alla Comunità Ebraica di Ferrara che, già tre anni fa, li aveva invitati a danzare un altro progetto molto caro, “La Cantica del Mare”. Ecco il frutto positivo della collaborazione tra realtà culturali ed Enti. Tutti sono usciti commossi dalla bellezza della danza e dall’amore celebrato attraverso il gesto.

Danzatori: Sebastiano Atti – Giulia Bonora – Chiara Carlin – Delia Filippella – Asia Giliberti – Anita Martino – Massimo Pollachini

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