La liberazione di Parigi e la conclusione dell’occupazione tedesca.
Dopo oltre quattro anni di occupazione, il 25 agosto 1944 Parigi riacquistò la libertà. L’insurrezione della Resistenza, avviata nei giorni precedenti, si unì alla 2ª Divisione corazzata francese del generale Philippe Leclerc e alle forze statunitensi, fino alla resa del comandante tedesco Dietrich von Choltitz. La liberazione di Parigi divenne uno dei momenti più emblematici della sconfitta nazista in Europa, sebbene il racconto costruito nel dopoguerra abbia a lungo trascurato alcuni dei suoi protagonisti, tra cui i repubblicani spagnoli de La Nueve, giunti nel centro della capitale già la sera del 24 agosto.
Quando gli Alleati sbarcarono in Normandia il 6 giugno 1944, Parigi era sotto l’occupazione tedesca da quattro anni. La capitale francese era stata conquistata nel giugno del 1940 e il governo aveva abbandonato la città prima dell’arrivo della Wehrmacht.
Nell’estate del 1944 la situazione militare era ormai mutata. Dopo settimane di combattimenti in Normandia, le forze alleate avanzavano verso est e le truppe tedesche erano in ritirata. La chiusura della sacca di Falaise, il 21 agosto, aveva portato alla cattura di decine di migliaia di soldati tedeschi e aperto ulteriormente la via verso la capitale.
Parigi, tuttavia, non rimase ad attendere l’arrivo degli eserciti alleati.
L’insurrezione della Resistenza
Durante il mese di agosto, scioperi e mobilitazioni si intensificarono nella capitale. La Resistenza francese si preparava a un’insurrezione mentre l’apparato dell’occupazione tedesca mostrava crescenti difficoltà.
Il 19 agosto i combattimenti entrarono nella loro fase cruciale. Poliziotti insorti occuparono la Prefettura di polizia e le Forze Francesi dell’Interno, le FFI, guidate nell’area parigina da Henri Rol-Tanguy, affrontarono le truppe tedesche.
Barricate apparvero nelle strade. Edifici pubblici vennero occupati e gli scontri si diffusero in vari quartieri.
Per i resistenti esisteva anche una questione politica. Liberare la capitale con una partecipazione diretta dei francesi avrebbe avuto un significato diverso rispetto a una città conquistata esclusivamente dagli eserciti alleati.
Charles de Gaulle comprendeva perfettamente l’importanza di Parigi per la legittimità del governo provvisorio che intendeva guidare nella Francia liberata.
Gli Alleati, al contrario, avevano motivazioni militari per non considerare la capitale una priorità immediata.
Gli Alleati volevano davvero entrare a Parigi?
Il comando alleato aveva inizialmente preso in considerazione l’idea di aggirare Parigi e proseguire verso est.
Liberare una metropoli di milioni di abitanti significava impiegare uomini, mezzi e soprattutto enormi quantità di rifornimenti. L’obiettivo militare principale rimaneva la sconfitta dell’esercito tedesco.
De Gaulle e Leclerc insistevano però affinché la capitale non venisse lasciata nelle mani degli occupanti mentre era già in atto un’insurrezione.
Alla fine arrivò l’autorizzazione.
La 2ª Divisione corazzata di Leclerc ricevette l’ordine di dirigersi verso Parigi, accompagnata nell’operazione dalla 4ª Divisione di fanteria statunitense.
L’avanzata incontrò la resistenza delle forze tedesche nelle periferie e procedette più lentamente del previsto.
La sera del 24 agosto, Leclerc prese quindi una decisione: ordinò al capitano Raymond Dronne di avanzare senza attendere il resto della divisione.
Con lui c’era un’unità dalla storia particolare.
La Nueve e i repubblicani spagnoli
La 9ª compagnia del Régiment de marche du Tchad, nota come La Nueve, era composta in gran parte da repubblicani spagnoli.
Erano uomini che avevano combattuto contro Francisco Franco durante la guerra civile spagnola e che, dopo la vittoria franchista del 1939, avevano lasciato il proprio Paese. Molti continuarono la lotta contro il fascismo entrando nelle forze della Francia Libera.
La sera del 24 agosto 1944, furono proprio gli uomini de La Nueve, insieme ad altri elementi della colonna Dronne, a costituire l’avanguardia che raggiunse il centro di Parigi.
Entrarono dalla Porte d’Italie e poco prima delle 21:30 giunsero all’Hôtel de Ville.
I loro mezzi portavano nomi che richiamavano la guerra combattuta pochi anni prima in Spagna: Guadalajara, Teruel, Guernica, Ebro.
Il tenente Amado Granell, già ufficiale dell’esercito repubblicano spagnolo, fu il primo ufficiale delle forze alleate a essere accolto quella sera all’Hôtel de Ville dai rappresentanti della Resistenza.
Il loro ruolo sarebbe stato a lungo poco presente nella narrazione pubblica della liberazione. La città di Parigi avrebbe reso un omaggio ufficiale ai combattenti spagnoli de La Nueve soltanto molti decenni dopo.
Il 25 agosto 1944
Il giorno seguente, il grosso della 2ª Divisione corazzata entrò nella capitale.
Leclerc raggiunse Parigi dalla Porte d’Orléans e stabilì il proprio quartier generale alla Gare Montparnasse, mentre i suoi reparti e le forze della Resistenza combattevano contro gli ultimi punti di difesa tedeschi.
Anche la 4ª Divisione di fanteria americana entrò in città.
Il comandante della guarnigione tedesca era il generale Dietrich von Choltitz, nominato poche settimane prima governatore militare di Parigi.
Nel pomeriggio venne catturato.
Intorno alle 15 raggiunse la Prefettura di polizia, dove furono firmate le convenzioni per la resa delle forze tedesche. Venne poi portato al quartier generale di Leclerc a Montparnasse, dal quale furono trasmessi gli ordini di resa alle unità che continuavano a combattere. Anche Rol-Tanguy appose la propria firma su un esemplare della convenzione, riconoscendo così il ruolo della Resistenza interna nella liberazione.
Alcuni combattimenti continuarono ancora per diverse ore, ma l’occupazione tedesca della capitale era giunta al termine.
De Gaulle entra nella Parigi liberata
Nel tardo pomeriggio giunse anche Charles de Gaulle.
All’Hôtel de Ville pronunciò il discorso destinato a diventare indissolubilmente legato alla giornata del 25 agosto.
Il messaggio politico era chiaro: la Francia doveva presentarsi come una nazione che aveva partecipato direttamente alla propria liberazione e non semplicemente come un territorio restituito alla libertà dagli eserciti stranieri.
Il giorno seguente, de Gaulle percorse gli Champs-Élysées davanti a una folla immensa.
Quelle immagini contribuirono enormemente alla costruzione della memoria della liberazione.
Una memoria che, tuttavia, era inevitabilmente più semplice della storia reale.
Una liberazione francese, alleata e internazionale
La liberazione di Parigi fu il risultato di forze diverse.
Ci furono i resistenti che combatterono all’interno della città, la 2ª Divisione corazzata di Leclerc, i soldati americani e i combattenti provenienti da altri Paesi.
Tra questi ultimi, la presenza degli spagnoli de La Nueve dimostra quanto la guerra contro il nazifascismo avesse attraversato le frontiere nazionali.
Per alcuni di loro, Parigi rappresentava una tappa di una guerra iniziata molto prima del 1944.
Avevano combattuto Franco in Spagna, conosciuto la sconfitta e l’esilio e poi ripreso le armi contro le potenze dell’Asse.
La loro speranza era che, dopo la caduta di Hitler e Mussolini, anche la dittatura franchista potesse essere abbattuta. Non accadde. Franco sarebbe rimasto al potere fino alla morte, nel 1975.
Il riconoscimento del contributo de La Nueve arrivò lentamente. Nel 2004 Parigi pose una targa in memoria dei repubblicani spagnoli della colonna Dronne e nel 2015 il giardino dell’Hôtel de Ville venne intitolato ai Combattants de la Nueve.
La fine di quattro anni di occupazione
La liberazione comportò un costo umano significativo. Resistenti e civili persero la vita durante l’insurrezione e i combattimenti, così come soldati della divisione di Leclerc.
E la guerra era tutt’altro che conclusa.
Gli eserciti alleati avrebbero continuato ad avanzare verso la Germania e in Europa si sarebbe combattuto fino alla primavera del 1945. Anche diverse parti della Francia rimasero ancora occupate dopo la liberazione della capitale.
Il 25 agosto 1944 possedeva però un’enorme forza politica.
Parigi, occupata dal giugno del 1940, era nuovamente libera e il governo provvisorio guidato da de Gaulle poteva insediarsi nella capitale.
La liberazione di Parigi fu il risultato dell’insurrezione della Resistenza, dell’avanzata degli Alleati e dell’intervento di combattenti provenienti da esperienze e Paesi differenti. Tra loro c’erano anche gli esuli repubblicani spagnoli che la sera del 24 agosto giunsero davanti all’Hôtel de Ville, portando sulle loro mezze cingolate i nomi delle battaglie di una guerra contro il fascismo che per loro era cominciata otto anni prima.
I commenti sono chiusi.