La settimana delle proteste di Algeri del 1960

La settimana delle proteste di Algeri del 1960 1

La settimana delle Barricate di Algeri rappresenta uno dei momenti più significativi e drammatici della guerra d’Algeria (1954-1962), non solo per il suo valore simbolico, ma anche per le profonde ripercussioni politiche e sociali che ebbe sia in Algeria che in Francia.

Si svolse tra il 24 gennaio e il 1º febbraio 1960, questa insurrezione urbana segnò una rottura definitiva tra una parte della popolazione europea d’Algeria, i cosiddetti pieds-noirs, e il governo francese sotto la guida di Charles de Gaulle. Durante quella settimana, Algeri divenne il palcoscenico di una rivolta che mise in evidenza tutte le contraddizioni del colonialismo francese e l’inevitabile avvicinamento all’indipendenza algerina.

Il contesto storico della guerra d’Algeria

Per afferrare appieno il significato della settimana delle Barricate, è fondamentale collocarla nel più ampio contesto della guerra d’Algeria. Il conflitto ebbe inizio nel 1954, quando il Fronte di Liberazione (FLN) avviò una lotta armata contro la presenza coloniale francese, che perdurava ufficialmente dal 1830. L’Algeria, a differenza di altre colonie, non era considerata semplicemente un territorio d’oltremare, ma parte integrante della francese, suddivisa in dipartimenti.

Questa caratteristica rese il conflitto particolarmente violento e complesso. Da un lato vi era la popolazione musulmana algerina, ampiamente esclusa dal potere politico ed economico; dall’altro una significativa minoranza europea, circa un milione di persone, che temeva di perdere privilegi, sicurezza e identità in caso di indipendenza. La guerra si caratterizzò per guerriglia, repressione militare, torture e attentati, lasciando una ferita profonda nella memoria collettiva di entrambi i Paesi.

L’arrivo di De Gaulle e le ambiguità della politica francese

Nel 1958, nel pieno della crisi algerina e del crollo della Quarta Repubblica, Charles de Gaulle tornò al potere, accolto come un salvatore da ampi settori dell’esercito e dai coloni europei d’Algeria. Molti di loro interpretarono le sue dichiarazioni iniziali come un impegno a mantenere l’Algeria francese. Tuttavia, con il passare del tempo, divenne evidente che De Gaulle stava sviluppando una posizione più pragmatica, aperta all’autodeterminazione del popolo algerino.

Questa ambiguità alimentò un clima di sospetto e radicalizzazione. I pieds-noirs e una parte dell’esercito sentirono di essere stati traditi. È in questo contesto di crescente tensione che si sviluppò la settimana delle Barricate, come reazione violenta e disperata a quello che veniva percepito come un abbandono da parte della madrepatria.

L’esplosione della settimana delle Barricate

La settimana delle Barricate ebbe inizio il 24 gennaio 1960, nel quartiere europeo di Bab el-Oued, ad Algeri. In seguito all’annuncio del trasferimento del generale Jacques Massu, figura molto popolare tra i coloni per il suo ruolo repressivo durante la battaglia di Algeri, scoppiarono manifestazioni che degenerarono rapidamente in un’insurrezione armata. Le strade furono bloccate con barricate improvvisate, sacchi di sabbia, veicoli rovesciati e filo spinato.

I rivoltosi, guidati da figure come Pierre Lagaillarde, ex deputato e attivista dell’Algeria francese, si opposero apertamente all’autorità del governo centrale. Per una settimana, Algeri visse in uno stato di guerra civile latente: scontri armati, cecchini, assalti alle forze dell’ordine e un clima di paura che coinvolse l’intera città.

Una rivolta dei coloni, non una rivoluzione

È fondamentale sottolineare che la settimana delle Barricate non fu una rivolta anticoloniale, bensì l’esatto opposto. I protagonisti furono in gran parte europei d’Algeria che rifiutavano qualsiasi ipotesi di indipendenza e si sentivano minacciati dal cambiamento della linea politica francese. La popolazione musulmana algerina, per la maggior parte, rimase ai margini di questi eventi, osservandoli con diffidenza o con la consapevolezza che si trattava di un conflitto interno al campo coloniale.

Questo aspetto rende la settimana delle Barricate un episodio particolarmente rivelatore: non uno scontro tra colonizzatori e colonizzati, ma una crisi profonda all’interno del sistema coloniale stesso, ormai incapace di sostenere le proprie contraddizioni.

La risposta di De Gaulle e la fine dell’insurrezione

La reazione del governo francese fu inizialmente cauta. De Gaulle temeva che un intervento militare troppo severo potesse spingere l’esercito a schierarsi apertamente con gli insorti. Tuttavia, il 29 gennaio 1960, il presidente pronunciò un celebre discorso televisivo in uniforme militare, riaffermando l’autorità dello Stato e invitando soldati e cittadini alla disciplina.

Questo intervento ebbe un effetto determinante. Progressivamente, le forze armate si schierarono con il governo centrale e isolarono i rivoltosi. Il 1º febbraio la settimana delle Barricate si concluse con un bilancio di circa venti morti e centinaia di feriti. I leader dell’insurrezione furono arrestati o costretti alla clandestinità.

Le conseguenze politiche e simboliche

Dal punto di vista politico, la settimana delle Barricate segnò un punto di non ritorno. De Gaulle comprese che una parte dei coloni europei non avrebbe mai accettato una soluzione negoziata al conflitto. Allo stesso tempo, l’episodio rafforzò la sua determinazione a portare avanti un processo che conducesse all’autodeterminazione algerina.

Per i pieds-noirs, invece, la sconfitta fu traumatica. Essa alimentò un senso di accerchiamento e radicalizzazione che, negli anni successivi, avrebbe contribuito alla nascita dell’Organizzazione dell’Esercito Segreto (OAS), responsabile di una campagna di terrorismo contro lo Stato francese e il FLN.

La settimana delle Barricate nella memoria storica

Nella memoria collettiva francese e algerina, la settimana delle Barricate occupa un posto ambiguo. In Francia, è spesso ricordata come una prova della dello Stato e del rischio di una deriva autoritaria o militare. In Algeria, invece, è vista come un episodio marginale rispetto alla lotta di liberazione, ma significativo perché rivelò la disgregazione del fronte coloniale.

In definitiva, la settimana delle Barricate non fu solo una rivolta urbana, ma un momento di verità nella guerra d’Algeria. Essa mise a nudo l’impossibilità di mantenere lo status quo coloniale e accelerò un processo che avrebbe condotto, due anni dopo, all’indipendenza dell’Algeria nel 1962.

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