Robinson, l’isola dove tutto fa cultura
Numerosi illustratori come Agostino Iacurci, Emiliano Ponzi, Lorenzo Mattotti, Olimpia Zagnoli hanno colorato nel tempo le pagine di Robinson
Robinson, similmente al naufrago concepito da Defoe che ne è l’ispirazione, è incessantemente impegnato a trasformare l’isola su cui è approdato in uno spazio adatto all’uomo. Lo fa facendo leva sull’intelligenza e sull’immaginazione, sul senso della misura e sull’anticonformismo, rimanendo fedele alla bellezza e dedicandosi alla libertà. In breve, queste sono le qualità che per noi delineano il concetto di “cultura”.
“Chiedilo al filosofo”, nel 2017 una copertina si concentra sul crescente interesse per le consulenze filosofiche. “Il fenomeno Gramsci”, perché Antonio Gramsci, a ottant’anni dalla sua morte, gode di una fama globale? La risposta in un numero di Robinson
Con lo stesso sguardo speranzoso ma disilluso del naufrago che supera le tempeste, cerchiamo di afferrare ogni punto di vista che genera significato e idee per interpretare – e, ci auguriamo, migliorare – i tempi che ci sono stati assegnati. Per questo, nelle nostre pagine coesistono senza reticenze la cultura così detta “alta” e quella pop, i classici e le serie tv, i saggi filosofici e i fumetti, il rap e Bach. Questa fusione si riflette nei lettori.
Il compleanno di Rimmel. Nel 2025, a cinquant’anni dall’uscita, l’intervista a Francesco De Gregori
Robinson unisce, insieme agli strumenti critici nati dall’attenzione costante che Repubblica ha riservato alla cultura sin dalla sua fondazione, una serie di esperimenti che si sono stabilizzati nel tempo. Pubblicizziamo ogni settimana le recensioni collettive di centinaia di gruppi di lettura da tutta Italia; abbiamo un nostro club di lettura su Telegram che conta oltre 2.300 iscritti; da anni siamo il punto di riferimento per i giovani booktoker, i lettori appassionati delle nuove generazioni che abbiamo coinvolto per primi e che ora collaborano stabilmente con noi, sia sul settimanale sia sui nostri canali social.
Ci facciamo compagnia, cerchiamo di comprendere, ci distraiamo. Investiamo energie e pensieri. Maciniamo righe di lettura (di Francesco Piccolo)
A loro si uniscono i lettori forti “tradizionali” e coloro che vedono la cultura non come un semplice “consumo”, ma come un modo per liberarsi dal “consumare”. Questa forma la nostra comunità eterogenea, talvolta persino contraddittoria, ma unita da un’idea in cui ci riconosciamo. Sulla stessa isola.
Uno degli elementi distintivi dell’inserto è l’attenzione per la grafica con copertine vivaci