Una narrazione di vita che intrattiene, tocca e coinvolge, intima eppure collettiva, poiché tutti abbiamo sperimentato relazioni inaspettate, dolori, cadute e riprese: Beatrice Schiros, una delle attrici teatrali più stimate, Premio Maschere del Teatro nel 2019, volto del cinema – con Paolo Virzì, Riccardo Milani, Cristina Comencini – e della TV, da Camera Cafè all’inizio degli anni Duemila fino al successo di Doc – Nelle tue mani su Rai Uno, presenta mercoledì 17 giugno alle 21.15 nel suggestivo contesto dell’Impianto Idrovoro Sant’Antonino (via Fiaschetta 10, Cona, Ferrara), grazie alla collaborazione con il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Metaforicamente Schiros, lo spettacolo che segna l’inizio dell’ultima settimana della decima edizione di Bonsai, Festival di Teatro Contemporaneo che si svolgerà fino a domenica 21 giugno.
Metaforicamente Schiros è un monologo diretto, audace e amaro in cui l’attrice si racconta senza veli, riflettendo su se stessa e sulla propria vita: uno spettacolo dalla struttura semplice e ricco di esperienze, capace di condurre il pubblico al centro del teatro creando un forte legame empatico tra attrice e spettatori grazie alla sua straordinaria interprete, per la prima volta anche autrice insieme al compagno di viaggio Gabriele Scotti.
Venerdì 19 giugno alle 19.30 il Ridotto del Teatro Comunale Abbado di Ferrara accoglie un altro appuntamento imperdibile, quello con Don’t be frightened of turning the page di Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro per la Danza: sarà il performer Marco Bertani a interpretare il progetto di Sciarroni, che partendo dall’analisi dei fenomeni migratori di alcuni animali che, alla fine della loro vita, tornano a riprodursi e a morire nel luogo di origine, esplora il concetto di turning, nel suo duplice significato di girare, voltarsi, e di evolvere, cambiare. Don’t be frightened of turning the page è una delle versioni del progetto TURNING, che di volta in volta prevede il coinvolgimento di interpreti, artisti visivi, musicisti, designer invitati da Sciarroni a reinterpretare la stessa azione secondo la propria sensibilità – in modo drammaturgicamente coerente con il titolo del progetto: i materiali e le partiture fisiche subiscono un cambiamento, un’evoluzione, una trasformazione, all’interno di ogni singolo evento.
Domenica 21 giugno a partire dalle ore 20.00 il Teatro Ferrara Off (viale Alfonso d’Este I, 13) ospita la microrassegna Out of The Boiler Room, che segna il ritorno di Ksenjia Martinovic, Matteo Prosperi e Alessio Genchi, protagonisti della performance Boiler Room presentata da Bonsai nell’edizione 2023: tre spettacoli – Tito for Table, La diplomazia del panda_primo studio e Ridi, piangi, ti ecciti che mescolano tragedia e commedia, leggerezza e riflessioni sul presente, spaziando dalla dimensione autobiografica a quella geopolitica.
In Tito for Table Matteo Prosperi “riscrive” Shakespeare nella forma del théâtre d’objets, trasformando ogni personaggio del Tito Andronico in un alimento, che dopo ogni omicidio finisce in pentola e viene cucinato dal performer all’interno della narrazione. Nella scena finale, la ricetta è pronta, proprio come il pasticcio che Tito Andronico offre alla nemica Tamora. Sullo sfondo, rimandi ai conflitti attuali: una realtà non meno spietata e cruenta di quella immaginata dal drammaturgo inglese.
Ne La diplomazia del panda_primo studio, presentato in prima nazionale, la scintilla narrativa è la figura del panda, non solo attrazione da zoo ma anche, nella diplomazia e nella politica estera cinese, simbolo di relazioni amichevoli, strumento per costruire ponti commerciali e promuovere il soft power di Pechino. Una pratica nella quale Matthieu Pastore e Ksenija Martinovic, autori e interpreti, scorgono in filigrana l’esperienza individuale degli esseri umani di oggi che vedono la propria fragilità, le proprie debolezze trasformate in monete di scambio e sfruttate dalle dinamiche di mercato. Siamo tutti insieme, insomma, i visitatori e le bestie rinchiuse di uno zoo dalle gabbie mobili e trasparenti: un racconto dal quale emergono interrogativi sul nostro presente, sulla geopolitica attuale e sui rapporti umani dove tutti sono in cattività, senza alcuna intenzione di ribellarsi.
In Ridi, piangi, ti ecciti infine, di e con Alessio Genchi e Innocenzo Capriuoli, la scena è dominata dalla corsa frenetica, ipnotica e suggestiva che attraversa i compleanni di un uomo medio contemporaneo, dando vita a una serie di Polaroid animate a ognuna delle quali si accompagna un incantesimo, uno sketch, una poesia. In scena un personaggio senza nome, fantozziano, in cui i due autori si immergono e in cui spesso si riflettono per giocare con il proprio passato biografico, ricordando così, nostalgicamente, le gioie, le delusioni e per manifestare il futuro in un immaginario personale e collettivo. Una concitata filastrocca sulla velocità dell’esistenza per augurare a se stessi e al pubblico una vita piena e autentica, in cui non smettere mai di ridere, piangere ed eccitarsi.