Ferrara Musica al Ridotto: “Picche Cause, l’arte dell’incontro” con Natalia Abbascià

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Domenica 11 ottobre alle 10.30 la rassegna “ Musica al Ridotto” riparte dalla tradizionale collaborazione con l’associazione Bal’danza – da anni anch’essa impegnata nel promuovere giovani talenti ed esplorare repertori originali nella dimensione colloquiale di “Artisti cioè amici” – con il concerto intitolato “Picche Cause: L’Arte dell’Incontro”; un evento in cui l’essenziale (“poche cose”, come suggerisce il titolo in dialetto pugliese) si fa guida per riscoprire la musica in una continua dialettica tra tradizione e innovazione.

Il palcoscenico vedrà protagonista il progetto solista di Natalia Abbascià, cantante e violinista pugliese, autrice dell’album d’esordio Picche Cause premiato con i riconoscimenti Alberto Cesa 2026 (Nuovo Imaie), Folk & World 2025, MEI 2025 e finalista al Bianca d’Aponte: un percorso intimo ed espressivo capace di aprirsi gioiosamente all’incontro con artiste e artisti amici in un repertorio senza confini di genere.

Insieme a Natalia Abbascià (violino e voce) saranno sul palco Ginevra Benedetti e Sara Tinti, sue compagne nel trio vocale Le Scat Noir, fondato nel 2013 attorno a una ricerca artigianale e non convenzionale di timbri e colori, recente vincitore del concorso I Suoni delle ; Agostino Maiurano (liuto e chitarra classica), che costituisce insieme ad Abbascià il Tiumó Duo, altro sodalizio crossover tra musica antica e contemporanea; e infine il sassofonista Roberto Manuzzi, stimato compositore e figura di spicco nel panorama musicale .

Il programma prenderà il via con un’intensa sequenza di brani autografi di Natalia Abbascià come “Addò cà ve a spcció”, “Iceberg”, “A Message”, “Picche Cause”, “Nu stuzze de’nfenèite” e “Mbacc a mor”, pezzi nei quali l’ispirazione attinge a piene mani dalla musica classica, dal jazz e dal patrimonio popolare.

A completare questa prima parte saranno “The Tenth”, firmata a quattro mani con Ginevra Benedetti (1989), e la raffinata “And So” della compositrice contemporanea Caroline Shaw (1982).

La seconda parte del programma darà vita a un ponte temporale in cui le diverse sensibilità sfoceranno nella rilettura d’autore di capolavori del passato: dalla monodia di Giulio Caccini (1551–1618) con “Dalla porta d’Oriente” all’intensa tensione espressiva di “Che si può fare” di Barbara Strozzi (1619–1677), per culminare nella festosa esecuzione corale del “Tourdion” di Pierre Attaignant (1499–1551).

Sarà il momento-emblema in cui le anime di Le Scat Noir, Tiumó Duo e del sassofono di Manuzzi si fonderanno per celebrare la complicità e la gioia della condivisione artistica.

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