Tre Sonate e tre Partite per violino solo di J.S. Bach in esposizione al Museo Archeologico
Un evento musicale straordinario: le Tre Sonate e tre Partite per violino solo di J.S. Bach, conosciute anche come Sei Solo, saranno eseguite da Alessandro Perpich al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, giovedì 26 marzo alle 17.
Questo concerto rappresenta il secondo incontro di un breve ciclo di lezioni-concerto promosso dalla Scuola di Teologia “Laura Vincenzi” dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio in collaborazione con il Conservatorio G. Frescobaldi, con l’obiettivo di indagare il legame tra teologia e musica.
Il violinista Alessandro Perpich sarà il protagonista della serata, eseguendo l’intera opera di Johann Sebastian Bach intitolata Sei solo, che comprende le Tre Sonate e Tre Partite per violino solo (BWV 1001-1006). Questa raccolta rappresenta un apice indiscusso della letteratura violinistica di ogni epoca, costituendo una vera e propria prova di abilità per i violinisti di ieri e di oggi.
Si ritiene che la raccolta sia stata composta durante il periodo di Köthen, dove Bach operò tra il 1717 e il 1722 come Kapellmeister per il principe Leopold, dedicandosi principalmente alla creazione di musica strumentale. L’autografo riporta la data del 1720, ma questa potrebbe semplicemente indicare il momento in cui i vari brani furono assemblati, probabilmente in vista di una futura pubblicazione. È certo che nel XVIII secolo la raccolta circolò ampiamente in numerosi manoscritti, per essere infine pubblicata nel 1802 a Bonn da Nikolaus Simrock. La complessità della scrittura polifonica e la tecnica altamente virtuosistica di queste opere suggeriscono che fossero destinate a un musicista di grande talento; molti studiosi hanno ipotizzato che il destinatario potesse essere Johann Georg Pisendel, uno dei violinisti più rinomati dell’epoca.
La raccolta alterna due forme distinte, sonata e partita, che riflettono due aspetti del gusto musicale del tempo: da un lato, la severità della sonata da chiesa, strutturata nei canonici quattro movimenti, dall’altro, la partita concepita come suite, una successione di danze con andamenti e ritmi variabili. In entrambe le forme, il violinista è chiamato a interagire con se stesso, assumendo simultaneamente il ruolo di solista e di accompagnatore. Questi brani richiedono una notevole abilità tecnica nella resa armonica da parte di uno strumento monodico, oltre a una profonda comprensione della complessa scrittura contrappuntistica, e a una certa maestria nell’affrontare ritmo, ornamentazione, colpi d’arco e diteggiatura.
Alessandro Perpich affronta l’interpretazione di questa complessa raccolta bachiana, muovendosi tra forme austere e coreutiche, tra contrappunto, cantabilità e virtuosismo, aderendo agli stili e alla sensibilità del periodo e rendendo in modo preciso l’alternanza dei diversi affetti presenti in queste opere.
In merito al concerto, Giorgio Maghini – responsabile dell’area culturale dell’Istituto di Cultura “Casa Cini”: afferma: “Il legame tra la teologia e la musica di Bach è un incontro che non deriva solo dal fatto che gran parte dell’opera bachiana ha un carattere religioso e liturgico. Bach è “teologo” anche nei tratti formali della sua musica: elevazione, rigore, essenzialità, simmetrie, simbolismi nello spartito e nel suono… sono questi elementi che dialogano con il pensiero teologico e, in modo analogo, lo riprendono e lo ampliano.”
Alessandro Perpich è originario di Firenze, ha iniziato a studiare musica in giovane età sotto la guida del padre e ha conseguito il diploma con il massimo dei voti e la lode sia in violino presso il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, sia in viola presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Ha proseguito gli studi con Corrado Romano al Conservatorio di Ginevra, dove ha ottenuto nel 1992 il “Premier Prix de Virtuosité”. Ha tenuto concerti negli Stati Uniti, in Sud America, Asia ed Europa (Festival di Salisburgo, Salle Pleyel e Opera Garnier di Parigi, Avery Fisher Hall di New York, Ravinia Festival di Chicago, Tanglewood-Boston, Musikverein di Vienna, Coliseum di Buenos Aires, Teresa Carreno di Caracas, Suntory Hall di Tokyo, Scala di Milano). Attualmente è titolare della cattedra di violino presso il Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi” di Ferrara. Incide per Bongiovanni, Epr. Suona un violino Carlo Ferdinando Landolfi del 1750.
Il concerto avrà inizio alle 17 presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara in via XX Settembre 122. Per partecipare all’evento è necessario acquistare il biglietto di ingresso secondo le tariffe attuali; si consiglia di prenotare inviando un messaggio Whatsapp al numero 3338043626 (Conservatorio di Ferrara) entro il 25 marzo.
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