Il 22 luglio 1946 un attacco devastante colpì l’Hotel King David di Gerusalemme, che ospitava l’amministrazione britannica del Mandato di Palestina. La violenta esplosione causò 91 decessi e numerosi feriti, rappresentando uno degli eventi più tragici del conflitto tra le autorità britanniche e i gruppi armati sionisti nei mesi precedenti alla creazione dello Stato di Israele.
L’Hotel King David non era solo uno degli edifici più rinomati di Gerusalemme. Durante il periodo del Mandato britannico, ospitava gli uffici del Segretariato governativo e il quartier generale dell’amministrazione civile e militare. Per questo motivo divenne uno dei principali obiettivi dell’Irgun, un’organizzazione paramilitare sionista che considerava la presenza britannica come il principale ostacolo alla creazione di uno Stato ebraico autonomo.
L’attacco si inseriva in un contesto di crescente e pericolosa tensione. La conclusione della Seconda guerra mondiale aveva intensificato il conflitto tra il Regno Unito, deciso a mantenere il controllo del territorio, e le organizzazioni sioniste, che invece richiedevano l’apertura dell’immigrazione ebraica e la cessazione del Mandato.
L’attentato del 22 luglio 1946
La mattina del 22 luglio, alcuni membri dell’Irgun si introdussero nell’Hotel King David travestiti da normali addetti alle consegne. Trasportavano contenitori di latte riempiti di esplosivo, che furono collocati nel seminterrato dell’ala meridionale dell’edificio.
Poco dopo le 12, l’esplosione fece crollare un’intera sezione dell’hotel. Persero la vita 91 persone, tra funzionari britannici, militari, impiegati civili, e cittadini arabi ed ebrei. Decine di altri rimasero feriti, molti in condizioni critiche.
L’Irgun affermò di aver inviato telefonate di avvertimento per permettere l’evacuazione dell’edificio. Le autorità britanniche negarono che tali comunicazioni avessero consentito di organizzare un sgombero efficace. Ancora oggi, il dibattito storico si concentra anche su questo aspetto, pur senza alterare la gravità dell’attentato e il numero delle vittime.
L’Irgun e la lotta contro il Mandato britannico
Fondato negli anni Trenta, l’Irgun adottò la lotta armata contro il dominio britannico in Palestina. L’organizzazione riteneva che gli attacchi contro obiettivi militari e amministrativi fossero un mezzo legittimo per conseguire l’indipendenza.
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Tra i suoi leader vi era Menachem Begin, che decenni dopo sarebbe diventato primo ministro di Israele e avrebbe ricevuto il Premio Nobel per la Pace insieme al presidente egiziano Anwar al-Sadat dopo gli Accordi di Camp David.
Le azioni dell’Irgun provocarono forti divisioni anche all’interno del movimento sionista. Alcuni dirigenti dell’Agenzia Ebraica presero le distanze dall’attentato, temendo che episodi di questo tipo potessero compromettere il sostegno internazionale alla causa sionista.
Le conseguenze dell’attentato
L’esplosione dell’Hotel King David aggravò ulteriormente la crisi del Mandato britannico. Londra si trovava già in difficoltà nel gestire il crescente conflitto tra le comunità ebraica e araba e le pressioni internazionali aumentavano.
Nel febbraio 1947, il governo britannico annunciò l’intenzione di rimettere la questione palestinese alle Nazioni Unite. Pochi mesi dopo, l’Assemblea Generale approvò il Piano di partizione della Palestina, che prevedeva la creazione di uno Stato ebraico e di uno Stato arabo. Il progetto fu accolto dalla leadership sionista e rifiutato da quella araba, aprendo la strada alla guerra del 1948.
Un episodio ancora al centro del dibattito storico
L’attentato all’Hotel King David continua a essere oggetto di interpretazioni divergenti. Per alcuni rappresentò un’azione inserita nella lotta contro il dominio coloniale britannico. Per altri costituisce uno dei più gravi atti terroristici del Novecento nel Medio Oriente.
Al di là delle diverse interpretazioni, l’esplosione del 22 luglio 1946 segnò un momento cruciale nella fase finale del Mandato britannico. La distruzione dell’Hotel King David evidenziò quanto il controllo britannico sulla Palestina fosse ormai in una crisi irreversibile e anticipò gli eventi che, meno di due anni dopo, avrebbero portato alla nascita dello Stato di Israele e all’inizio della prima guerra arabo-israeliana.