Un notevole incremento di richieste (ben 92 domande presentate nei primi giorni di apertura da aziende ferraresi e ravennati) per il nuovo Bando della Camera di commercio a supporto della “doppia transizione” (digitale e sostenibile). Sono stati stanziati 400.000 euro dalla Giunta camerale per promuovere soluzioni digitali (servizi di consulenza, formazione, tecnologie in ambito 5.0) ed ecologiche (autoproduzione da fonti rinnovabili, partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili, ESG, ecc). Sono previste premialità per le imprese femminili, giovanili e per quelle dotate di rating di legalità e certificazione per la parità di genere.
In effetti, la doppia transizione risulta vantaggiosa per le aziende: secondo un’analisi di Unioncamere-Centro studi Tagliacarne, le imprese che hanno adottato pratiche digitali e sostenibili mostrano una produttività superiore del 12% rispetto alle altre e una maggiore propensione all’export (+67%). Tuttavia, il livello medio di adozione delle tecnologie digitali, sebbene in crescita negli ultimi anni, rimane ancora limitato: i dati forniti dai punti impresa digitale delle Camere di commercio, basati sui test di autovalutazione delle aziende, evidenziano un miglioramento ancora modesto della maturità digitale. Il sistema produttivo nazionale, comunque, non è del tutto a digiuno riguardo al 4.0: sebbene la percentuale di imprese che conoscono e utilizzano poco le soluzioni più avanzate offerte dalla digitalizzazione sia ancora significativa, è scesa dal 60,5% del 2018 al 45,1% del 2025. Al contrario, è aumentata la quota delle cosiddette imprese “Specialiste” (dal 29,7% al 38,2%), che mostrano un’applicazione limitata delle tecnologie abilitanti, così come le “Esperte” (dal 6,5% all’11,7%) e le “Campione” (dal 3,3% al 5%), ovvero quelle aziende che hanno integrato completamente le nuove tecnologie nei propri processi, prodotti o servizi. Tuttavia, le imprese si trovano di fronte a due questioni cruciali: la sicurezza informatica (gli attacchi sono aumentati del 644% tra il 2020 e il 2024, con un ulteriore incremento del 49% nel 2025, fonte Clusit) e l’adozione dell’Intelligenza artificiale, attualmente limitata al 19,5% della popolazione imprenditoriale (fonte Unioncamere-DINTEC, progetto PID-next).
“Oggi la digitalizzazione e la sostenibilità non sono più una scelta, ma un asset strategico essenziale per garantire competitività e solidità alle nostre imprese nel lungo periodo – ha affermato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna. Investire in innovazione e sostenibilità implica una chiara scelta valoriale: riconoscere l’importanza della creazione di valore per la collettività. Affrontare questi cambiamenti significa generare reali opportunità di sviluppo, capaci di attrarre le migliori professionalità e di rafforzare il nostro posizionamento sui mercati internazionali. Il tessuto imprenditoriale ferrarese e ravennate – ha continuato il presidente della Camera di commercio – ha sempre risposto positivamente a questa evoluzione. Questo perché le nostre aziende hanno una forte vocazione sociale: non si limitano a creare posti di lavoro, ma promuovono attivamente il progresso, la qualità della vita professionale dei collaboratori e la crescita dei territori in cui operano. Chi fa impresa, d’altronde, è ben consapevole che la centralità della persona rimane un presupposto fondamentale per affrontare le sfide future.”
Tra le spese ammissibili indicate dal Bando figurano investimenti in tecnologie 5.0 come robotica avanzata e collaborativa; manifattura additiva e stampa 3D; soluzioni di cyber security e business continuity, tecnologie digitali di filiera e per il coordinamento dei processi aziendali, sistemi gestionali integrati. Sarà prestata particolare attenzione anche a progetti per lo sviluppo di modelli produttivi orientati alla qualità e alla sostenibilità, come la realizzazione di piani di miglioramento energetico, studi di fattibilità per progetti di riqualificazione energetica, acquisizione del servizio esterno di Energy Manager o formazione finalizzata al conseguimento della qualifica di Energy manager per risorse interne. L’intensità dei contributi sarà del 50% rispetto alle spese, con un tetto massimo di 5.000 euro.