Berco: “Due anni senza un progetto industriale”
Due anni sono trascorsi e non esiste ancora un piano industriale. Questa è la principale inquietudine espressa dai sindacati al termine dell’incontro con ThyssenKrupp, tenutosi al Ministero delle imprese e del made in Italy nella mattinata del 29 luglio, per discutere della situazione di Berco.
All’incontro hanno partecipato anche i segretari provinciali di Fiom, Stefano Bottoni, Uilm, Alberto Finessi, e Fim, Patrizio Marzola, insieme a rappresentanti delle segreterie nazionali delle organizzazioni sindacali.
Per Berco, collegato dalla Germania, era presente Patrick Buchmann, presidente del segmento automotive tecnologie di ThyssenKrupp, di cui l’azienda di Copparo fa parte.
“ThyssenKrupp ha assicurato – riferisce Bottoni ai nostri taccuini – che manterrà gli impegni assunti”. Tra questi, anche i dodici milioni di euro di investimenti promessi, mentre il governo, rappresentato dal ministro Adolfo Urso, ha confermato il suo impegno e sottolineato l’importanza di cercare soggetti industriali che possano supportare Berco nel garantire il futuro di uno stabilimento cruciale per il Ferrarese e per il Paese.
I sindacati hanno ribadito a Buchmann la necessità di disporre di un piano industriale esaustivo per il rilancio dello stabilimento, affermando che “quello presentato oltre 24 mesi fa non era un vero piano”, ma “una sintesi che non è mai stata seguita dalla presentazione di un progetto completo e definitivo”.
Richiedono quindi al rappresentante di ThyssenKrupp l’impegno a breve termine di presentare un autentico piano di rilancio per Berco, oltre alla necessità di avere un nuovo gruppo dirigente definito nelle sue funzioni.
Da parte sua, i sindacati fanno sapere che ThyssenKrupp ha risposto “che ci sarà continuità con gli impegni assunti negli accordi firmati, e che si continuerà a lavorare per migliorare la competitività dell’Azienda”. Ha anche confermato “contatti con gruppi industriali nel settore della difesa”.
Tuttavia, per quanto riguarda il piano industriale, non sembra prevista a breve una sua versione definitiva e completa. L’azienda, comunque, si è impegnata “a un nuovo confronto in autunno, quando saranno sostituite le figure attualmente assenti in Berco (Amministratore delegato e il direttore del personale, ndr)”.
I sindacati comunicano di essere “fortemente preoccupati per la situazione complessa in cui versa lo stabilimento e i lavoratori di Berco”. Auspicano quindi “che in autunno ci sia un nuovo gruppo dirigente in grado di fornire risposte più complete e soddisfacenti riguardo alla prospettiva e continuità industriale del sito produttivo di Copparo”.
“Senza il piano industriale – afferma Bottoni – non abbiamo idea di quali siano le intenzioni per Copparo, e per noi rappresenta un grande problema, poiché si continua a navigare nell’incertezza”.
La speranza è che ci possa essere un cambiamento significativo con l’arrivo del nuovo Hr (direttore del personale) e del nuovo ad. “L’azienda – spiega Marzola – ha dichiarato che a settembre sarà nominato il nuovo Hr e, non appena troveranno la figura adeguata, comunicheranno anche il nome dell’ad.”
“Siamo – aggiunge Finessi – su un enorme barcone che attualmente è privo di comandante e timoniere. Abbiamo bisogno di una guida e di qualcuno che sappia orientare questa nave, che non ha il vento a favore e il sole davanti, ma si trova in mezzo a una tempesta perfetta”.
“Serve qualcuno – prosegue – che sappia come muoversi. Non è più la Berco di 15 anni fa, un colosso. Oggi è una Berco molto indebolita e ridotta. Se subiamo un colpo, o per rimanere in tema, un’onda alta, il rischio è che affondiamo e poi diventa estremamente difficile risalire in superficie”.
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