Coperion. “Evidenza di un evento atmosferico ampiamente anticipato”

Coperion. "Evidenza di un evento atmosferico ampiamente anticipato" 1

La chiusura dello stabilimento Coperion di Ferrara, comunicata nei giorni scorsi dal Gruppo Hillenbrand, di cui fa parte, insieme alla cessazione di tutte le attività in Italia e in Europa, non deve essere considerata come un evento inaspettato, ma piuttosto come il risultato di una situazione ampiamente anticipata.

La crisi che colpisce l’industria chimica, alla quale Coperion è associata, è una realtà ben nota in Europa e in particolare in Italia. La ristrutturazione delle catene produttive a livello globale sta portando a una concentrazione degli impianti in base ai costi energetici e alla disponibilità di semilavorati. In questo contesto, la drammatica decisione di Eni di chiudere gli impianti di cracking presenti nel nostro Paese, rinunciando di fatto alle produzioni di base, sta influenzando il futuro dell’intero settore chimico, a meno che non si prenda immediatamente una direzione opposta, adottando una politica industriale audace e determinata.

In merito alla situazione specifica, che per Ferrara comporta il licenziamento di 80 lavoratori, aggravando ulteriormente il processo di deindustrializzazione che da tempo colpisce il nostro territorio, con le conseguenze sociali facilmente immaginabili, i sindacati e le forze politiche locali stanno sollecitando l’intervento delle istituzioni a tutti i livelli. Siamo certi che la Regione Emilia Romagna farà tutto il possibile, come ha già fatto in situazioni simili, ma solo un cambiamento di strategia da parte del Governo potrà risultare efficace per affrontare la crisi dell’industria chimica nel suo complesso.

È significativo che il Consiglio Comunale di Ferrara abbia approvato all’unanimità una Mozione per la salvaguardia dell’attività, dei posti di lavoro e delle competenze presenti, sostenendo ogni iniziativa utile a tale scopo. Tra queste, ci sembra particolarmente interessante la proposta avanzata da Fesvi di considerare la possibilità che l’azienda venga acquisita da una cooperativa formata dai dipendenti attuali. Tuttavia, ciò che sorprende, rispetto alla crisi del settore, di cui il Petrolchimico è la realtà più significativa, è il comportamento adottato negli anni dal Comune, che, di fronte ai molteplici segnali accumulati nel tempo, ha evitato di esercitare pressioni sul governo “amico” affinché affrontasse il problema alla radice, preferendo riproporre gli effetti miracolosi di un progetto di efficientamento che le imprese incerte sul loro futuro non realizzeranno mai.

Recentemente, il gruppo consiliare de La Comune di Ferrara ha presentato una proposta dettagliata per il rilancio del Polo chimico di Ferrara, raccogliendo le indicazioni emerse in anni di ricerca e confronto da parte di realtà come il CDS e le forze politiche di . L’attuale amministrazione ha rifiutato di considerarla come base di discussione. A nostro avviso, invece, nonostante la difficile situazione attuale, partendo proprio da quella proposta è possibile dare concretezza alla volontà di garantire un futuro alla principale realtà industriale della provincia e alla presenza delle attività legate alla chimica nel nostro territorio.

Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile di Ferrara

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