Conflitto Coperion, dichiarato lo stato di mobilitazione

“Inaccettabile e offensiva”. Così i sindacati qualificano la richiesta formulata dalla direzione di Coperion, annunciando, al termine dell’assemblea sindacale del 29 luglio, lo stato di agitazione. Durante l’assemblea, i lavoratori hanno manifestato una forte preoccupazione per la procedura di licenziamento collettivo che coinvolge circa 80 dipendenti, avviata dalla multinazionale Hillenbrand”.

Immediatamente dopo la chiusura dell’assemblea, l’azienda ha “richiesto ai dipendenti di svolgere un doppio lavoro straordinario in tempi molto ristretti”. Un carico di lavoro che i sindacati considerano “completamente incompatibile con le normali tempistiche lavorative, giustificato dall’urgenza di garantire la sicurezza delle commesse ed evitare sanzioni economiche da parte dei clienti”.

“La contestazione più severa – aggiungono – riguarda l’obiettivo esplicito di questa richiesta: costringere i lavoratori italiani, ormai vicini al licenziamento, a trasferire rapidamente le proprie competenze e il proprio know-how ai colleghi tedeschi, affinché la produzione possa essere trasferita all’estero dopo la chiusura dei siti italiani”.

Una richiesta che i lavoratori e i sindacati hanno respinto con fermezza, considerandola una “provocazione” e sostenuti dallo stato di agitazione e da un pacchetto di ore di sciopero approvato durante l’assemblea.

L’assemblea dei lavoratori ha delineato quella che ritiene la strategia da adottare per affrontare la crisi: “L’azienda deve procedere al ritiro immediato dei licenziamenti e dimostrare una reale e concreta volontà di avviare una cessione di ramo d’azienda, portando al tavolo negoziale chi detiene il potere decisionale all’interno della società. Questa operazione, come richiesto con forza da tutte le lavoratrici e i lavoratori, deve avere come unico scopo la totale salvaguardia di tutti i posti di lavoro e dell’intera forza occupazionale”.

“Ci troviamo di fronte a un paradosso inaccettabile che calpesta la dignità dei lavoratori – affermano i rappresentanti territoriali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Uil -. L’azienda prima annuncia la chiusura e cancella il futuro di 80 famiglie, poi pretende ritmi lavorativi elevati per formare il personale in Germania. I lavoratori non si lasceranno sfruttare per accelerare la propria fine. Reagiremo attivando il pacchetto di sciopero. Ci auguriamo che il tavolo regionale previsto per lunedì 3 agosto possa finalmente fornire chiarimenti concreti riguardo ai potenziali acquirenti interessati. Coperion deve fare un passo indietro, ritirare i licenziamenti e avviare una vera cessione di ramo d’azienda che tuteli ogni singolo lavoratore”.

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