Consumi durevoli, Ferrara registra un calo superiore alla media dell’Emilia-Romagna.
Nel 2025, la provincia di Ferrara si posiziona nella parte bassa della classifica regionale riguardante i consumi di beni durevoli, evidenziando una dinamica meno vivace rispetto ai territori più performanti dell’Emilia-Romagna. Secondo l’Osservatorio Annuale Consumi di Findomestic, i residenti di Ferrara hanno speso in totale 513,5 milioni di euro, collocandosi al 49° posto a livello nazionale e al settimo in regione, con una diminuzione del 2,1%: un calo più significativo rispetto alla media regionale (-1,3%) e superiore a quello di diverse province limitrofe.
Il confronto con i principali centri emiliano-romagnoli mette in luce il divario esistente. Bologna si posiziona nettamente al vertice della classifica regionale con 1,75 miliardi di euro (-0,8%), seguita da Modena con 1,20 miliardi (-1,3%) e Reggio Emilia con 839 milioni (-0,8%). Anche Parma (729,1 milioni, -1,5%), Ravenna (624,7 milioni, -1,4%) e Forlì-Cesena (574 milioni, -1,2%) registrano livelli di spesa superiori e flessioni generalmente più contenute rispetto a Ferrara. Solo Piacenza (-2,2%) mostra una contrazione più accentuata, mentre Rimini, pur con volumi inferiori, limita il calo all’1,7%.
La debolezza di Ferrara si evidenzia anche nell’analisi dei vari settori. Nel comparto della mobilità, le vendite di auto nuove si attestano a 122,1 milioni di euro (-4%), un calo in linea con la tendenza regionale ma più pronunciato rispetto a realtà come Forlì-Cesena, dove la flessione è stata dell’1,5%. Le vendite di auto usate, pari a 152,4 milioni, diminuiscono dell’1,5%, mentre i motoveicoli scendono a 10,3 milioni con un -10,8%, aggravando il quadro complessivo.
Nel settore dei beni per la casa, il territorio ferrarese presenta segnali contrastanti. Gli elettrodomestici rimangono sostanzialmente stabili a 47,1 milioni (+0,1%), ma la crescita è meno vivace rispetto a Modena (+1,8%) o Bologna (+1,5%). I mobili, tradizionalmente un comparto dinamico nella regione, a Ferrara si fermano a 111,8 milioni con un incremento dello 0,6%, lontano dalle performance di Bologna (+2,1%) e Modena (+2,1%) e inferiore anche a Parma (+1,9%) e Reggio Emilia (+1,8%).
La debolezza è più evidente nei settori tecnologici: l’elettronica di consumo scende a 10,9 milioni (-3,9%), l’information technology a 14,7 milioni (-3,1%) e la telefonia a 44,3 milioni, con un -4,6% che rappresenta la variazione peggiore tra le province emiliano-romagnole.
Anche la spesa media per famiglia conferma il posizionamento sfavorevole della provincia estense: 3.115 euro per nucleo familiare, quarantottesimo valore nazionale e ottavo in regione, in calo del 2,7%. Questo dato è significativamente inferiore a quello delle province leader, con Modena prima in Italia (3.806 euro), seguita in regione da Reggio Emilia (3.548 euro) e Bologna (3.474 euro), e resta sotto anche a Ravenna (3.399 euro) e Piacenza (3.369 euro).
Nel contesto regionale, quindi, Ferrara si colloca in una fascia medio-bassa sia per volumi di spesa sia per dinamica dei consumi. Se l’Emilia-Romagna mantiene complessivamente una buona tenuta grazie al peso di Bologna e al dinamismo di Modena, la provincia estense mostra un andamento più fragile, con cali superiori alla media e una crescita più contenuta nei settori legati alla casa, che altrove stanno sostenendo la domanda.
I commenti sono chiusi.