Emilia-Romagna. Dopo il Covid, diminuisce del 4% il numero di individui a rischio di povertà.

Emilia-Romagna. Dopo il Covid, diminuisce del 4% il numero di individui a rischio di povertà. 1

Con la fine della pandemia da Covid, in Emilia-Romagna la percentuale di individui a rischio di povertà o esclusione sociale è diminuita del 4%, passando dall’11,2% del 2021 al 7,4% del 2023. Questo dato colloca l’Emilia-Romagna in una condizione più favorevole rispetto ad altre Regioni del “benestante” Nord-Est (media 10,2%) e all’intero territorio italiano (20,1%) – dati aggiornati al 2023.

Una situazione più favorevole rispetto al passato che, tuttavia, non ha indotto la Regione Emilia-Romagna a rilassare la propria vigilanza: viale Aldo Moro, infatti, nel triennio 2021-2024 ha destinato risorse e progetti per supportare coloro che si trovano in condizioni di marginalità sociale nel reinserimento lavorativo. Questo è stato realizzato attraverso corsi di riqualificazione professionale e tirocini, stipulando nuovi contratti di lavoro che, nel medio-lungo termine, possono trasformarsi da tempo determinato a tempo indeterminato, anche grazie al programma GOL (Garanzia per l’occupabilità dei lavoratori) dedicato all’occupazione giovanile. È quanto è emerso durante la commissione Scuola e lavoro presieduta da Maria Costi, dove l’assessore al Lavoro Giovanni Paglia ha presentato un resoconto delle attività derivanti dalla legge regionale del 2015 su “Disciplina a sostegno dell’inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizioni di e vulnerabilità, attraverso l’integrazione tra servizi pubblici del lavoro, sociali e sanitari”.

Tra le principali aree di applicazione della legge vi è quella riguardante i contratti di lavoro per coloro che hanno seguito percorsi personalizzati di reinserimento lavorativo: nel periodo compreso tra ottobre 2021 e settembre 2022, sono stati attivati complessivamente 1.107 contratti di lavoro a favore degli utenti coinvolti nei programmi personalizzati ex L.R.14 (1.298). Circa il 22% dei contratti è stato avviato entro tre mesi dalla sottoscrizione del programma. L’analisi della tipologia contrattuale mostra una predominanza dei contratti a tempo determinato, che costituiscono oltre l’80% del totale. Tuttavia, emerge un dato interessante: all’aumentare del tempo dalla presa in carico, cresce anche la percentuale di contratti a tempo indeterminato, che raggiunge il 24% nel segmento oltre i 24 mesi. Questo trend suggerisce che, per le persone in condizioni di maggiore fragilità, i percorsi di inclusione lavorativa potrebbero necessitare di tempi più estesi, ma possono portare a risultati stabili nel medio-lungo periodo.

Di rilievo anche l’implementazione del programma Gol: l’analisi della distribuzione degli utenti profilati all’interno dei quattro percorsi del Programma evidenzia una netta concentrazione su quello destinato a persone con alta occupabilità, che rappresentano il 64% del totale (120.813 su 187.700). Questa percentuale riflette la significativa presenza, tra la popolazione disoccupata, di individui facilmente ricollocabili e con competenze già spendibili nel mercato del lavoro. Tuttavia, è importante notare anche il numero di utenti inseriti nel Percorso Lavoro e Inclusione, pari a 11.195 persone, ovvero circa il 6% del totale. Questi utenti presentano livelli di fragilità complessi, tali da richiedere l’attivazione di un modello di presa in carico integrata che coinvolga équipe multiprofessionali, in grado di affrontare congiuntamente le diverse problematiche della persona. Per quanto riguarda i tirocini, sono stati attivati oltre 66mila nel periodo oggetto di valutazione in Emilia-Romagna. Di questi, i tirocini finalizzati all’inclusione lavorativa superano i 14.300 e rappresentano circa il 22% del totale dei tirocini promossi.

Si è concluso, inoltre, a dicembre 2023 il progetto regionale Inside-Interventi Strutturati e Innovativi per contrastare la grave emarginazione adulta senza dimora in Emilia-Romagna, finanziato complessivamente con 5.798.600 euro (2.899.300 Fondo PON e 2.899.300 Fondo FEAD). Nel periodo considerato, attraverso i bandi regionali, sono state messe a disposizione risorse pari a 1.714.500,00 euro, con cui sono stati finanziati 41 progetti territoriali per il recupero, lo stoccaggio e l’erogazione gratuita di prodotti alimentari e non (es. igiene personale, igiene della casa, alimenti per animali domestici, ecc.), produzione e distribuzione di pasti pronti, accompagnati da forme di ascolto e supporto per le persone in povertà.

A fronte dei dati relativi all’attività svolta in questi anni dalla Regione, Valentina Castaldini (Forza Italia) ha evidenziato come la legge regionale del 2011 voluta dall’allora assessora al Welfare Teresa Marzocchi abbia avuto il merito di aprire la strada a un approccio integrato a questa tipologia di problematiche, ma ha anche chiesto alla Regione di chiarire come intende affrontare il “post progetto Gol”, ovvero come intervenire sul tema dell’occupazione giovanile ora che il progetto Gol ha raggiunto il suo compimento naturale. Elena Ugolini (Rete civica), invece, ha espresso scetticismo riguardo al reale impatto delle politiche pubbliche, sottolineando come i risultati finali siano modesti e ha richiesto maggiore flessibilità nelle attività relative alla disabilità. Apprezzamento per l’impegno della Regione è stato manifestato da Simona Lembi (Pd), che ha sottolineato l’importanza dell’approccio trasversale delle iniziative attuate e ha ricordato la necessità di affrontare il tema della casa.

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