Hera destina 230 milioni di euro alla provincia di Ferrara.

Hera destina 230 milioni di euro alla provincia di Ferrara. 1

Il Gruppo Hera ha illustrato ai sindaci e agli amministratori dei 17 comuni che operano nel territorio ferrarese il Piano industriale previsto fino al 2029. Come spiegato dal presidente esecutivo Cristian Fabbri e dall’amministratore delegato Orazio Iacono, Hera prevede di investire, nel periodo 2025-2029, oltre 5,5 miliardi di euro, di cui più di 230 milioni destinati alla provincia di Ferrara (con un aumento di circa 10 milioni rispetto al Piano precedente al 2028).

Di tale somma, oltre 90 milioni saranno indirizzati al ciclo idrico integrato, più di 60 milioni allo sviluppo del teleriscaldamento, circa 40 milioni alla rete di distribuzione del gas e quasi 30 milioni all’ambito ambientale.

Dopo l’incontro, la delegazione dei sindaci è stata guidata al polo di Casaglia, dove sono in atto i lavori per il raddoppio della potenza geotermica a supporto della rete di teleriscaldamento del capoluogo.

Per quanto riguarda la distribuzione del valore economico agli stakeholder dei territori serviti: nel 2025, solo nella provincia di Ferrara, la ricchezza distribuita a lavoratori, azionisti, pubblica amministrazione e fornitori ha superato i 100 milioni di euro.

A livello di Gruppo, nel periodo 2025-2029, la filiera delle reti sarà oggetto di un piano di investimenti di circa 3,1 miliardi (corrispondente al 57% del totale): oltre 1,8 miliardi saranno destinati al ciclo idrico integrato, circa 1,1 miliardi saranno investiti nella distribuzione di gas ed energia elettrica e 200 milioni per lo sviluppo del teleriscaldamento.

In questo contesto rientra il progetto del Gruppo Hera per il raddoppio della potenza geotermica in corso a Ferrara: un modello di mix energetico sostenibile a supporto della decarbonizzazione.

A Ferrara, la rete di teleriscaldamento è alimentata principalmente da fonti geotermiche e, una volta completato l’intervento nel sito di Casaglia, con un investimento di oltre 50 milioni di euro, in parte finanziati da fondi Pnrr, la potenza geotermica passerà da 16 MW a circa 32 MW.

In particolare, è stata recentemente completata la perforazione di un nuovo pozzo, mentre prosegue in città l’ampliamento della rete. Questo porterà a una significativa riduzione dell’apporto di calore da caldaia a gas, garantendo un risparmio di energia primaria fossile di oltre 6.500 tonnellate equivalenti di petrolio all’anno (l’80% in meno rispetto all’attuale configurazione) e una diminuzione delle emissioni di CO2 pari a 15.000 tonnellate annue (equivalente a eliminare l’impatto energetico di 5.600 appartamenti alimentati a gas naturale).

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PRESENTAZIONE PIANO INDUSTRIALE HERA
FERRARA 25-06-2026
FOTO FILIPPO RUBIN

Secondo il Piano, a Ferrara quasi il 100% della produzione di calore sarà quindi rinnovabile, in parte grazie alla geotermia e in parte grazie al calore generato dal termovalorizzatore.

Nel complesso, le reti del territorio della provincia di Ferrara nel periodo 2025-2029 saranno oggetto di un piano di investimenti di quasi 200 milioni di euro.

La maggior parte, oltre 90 milioni di euro, sarà focalizzata sul servizio idrico integrato, con l’intento di ridurre ulteriormente le perdite di rete che attualmente sono pari a un terzo della media . Gli interventi volti a migliorare l’efficienza dei processi di depurazione e delle reti fognarie dovrebbero inoltre permettere di massimizzare la sostenibilità nella gestione delle acque reflue.

È prevista anche la progressiva sostituzione dei contatori di acqua e gas con dispositivi di ultima generazione in grado di garantire un monitoraggio costante delle reti, una gestione più efficiente e una fatturazione precisa basata sui consumi reali: la loro tecnologia avanzata permetterà l’analisi tempestiva di perdite e malfunzionamenti.

Infine, sempre nella provincia di Ferrara, primo capoluogo in Italia per raccolta differenziata dei rifiuti urbani (88%), il Gruppo investirà nel quinquennio nell’area ambiente quasi 30 milioni di euro, suddivisi tra trattamento e recupero (circa 20 milioni) e raccolta e spazzamento, finalizzati all’adeguamento dei servizi ambientali e a interventi sull’impiantistica locale a supporto dell’economia circolare.

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