“I conti non tornano”: gli agricoltori di Cia Ferrara in presidio a Roma

“I conti non tornano”: gli agricoltori di Cia Ferrara in presidio a Roma 1

Bandiere verdi, molta rabbia e uno slogan chiaro rivolto alla politica: per l’agricoltura e le famiglie “I conti non tornano”. Gli agricoltori di Cia Ferrara e dell’Emilia-Romagna sono scesi in piazza a per la mobilitazione in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati.

Un presidio iniziato il 13 ottobre e che proseguirà anche la prossima settimana per protestare contro una congiuntura economica insostenibile sia per le imprese del nostro agroalimentare che per le persone, i due anelli “deboli” delle filiere. Una vera e propria emergenza segnata dal rincaro delle spese produttive e dalle speculazioni di mercato. A questo si aggiunge un’Europa che penalizza la Pac e con essa non solo il lavoro nei campi, ma anche la tenuta ambientale, economica e sociale di interi territori e comunità, la alimentare e la distintività agricola e agroalimentare delle sue aree interne.

A guidare la delegazione ferrarese alla manifestazione è stato il presidente di Cia Ferrara, Massimo Piva, che ha sottolineato le ragioni della protesta: “Oggi siamo qui perché le aziende agricole e le famiglie stanno pagando i conti di una crisi che grava interamente sulle loro spalle. I nostri prodotti vengono coltivati sostenendo costi energetici alle stelle, l’aumento dei mezzi tecnici, in particolare i concimi, e il prezzo ormai fuori controllo dei carburanti che di “agevolato” ormai hanno ben poco. A soffrire sono anche le famiglie che, oltre a sostenere come le aziende i rincari energetici e alla pompa, tanto che accendere il riscaldamento o prendere la macchina sta per diventare un lusso, si ritrovano ad affrontare l’inflazione del carrello della spesa. Ormai acquistare al supermercato frutta e verdura che a noi viene pagata una miseria, è diventato impossibile da sostenere con prezzi aumentano anche di 4-5 volte il prezzo all’origine. Il problema peraltro non è solo la mancata richiesta dei nostri prodotti che altera il mercato e spinge le quotazioni all’origine verso il basso, ma l’impatto sulla salute generale delle persone che consumano meno prodotti freschi. Questa è una protesta pacifica ma decisa, chiara e ormai inevitabile”.

“La misura è colma – conclude il presidente di Cia Ferrara – e credo che sia ora più che mai essenziale che la politica che passa ogni giorno da questa piazza, non possa più voltarsi dall’altra parte ma far tornare non solo la nostra agricoltura e i nostri redditi, ma anche i bisogni primari e la dignità stessa delle persone al centro delle priorità del nostro Paese”.

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