Infermiera vittima di aggressione nel reparto di Malattie Infettive, Fials: “La protezione degli operatori deve essere una priorità”

In seguito alla recente aggressione subita da un’infermiera dell’Unità operativa di Malattie Infettive dell’ospedale di Cona, la Fials Ferrara rinnova la richiesta di interventi immediati per migliorare la sicurezza del personale sanitario e rivedere l’organizzazione del reparto.

In una missiva indirizzata ai dirigenti dell’Azienda Usl e dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara, nonché alla Regione Emilia-Romagna e alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria, il sindacato manifesta “grande preoccupazione per il recente atto di violenza compiuto da un paziente ai danni di un’infermiera durante il turno di lavoro”.

Secondo la segretaria territoriale Mirella Boschetti, l’episodio evidenzia nuovamente le condizioni lavorative degli operatori sanitari, sempre più vulnerabili “non solo a turni estenuanti, ma anche alle reazioni di pazienti e familiari che richiedono risposte in tempi spesso non compatibili con il carico di lavoro e la complessità assistenziale”.

Fials richiama anche una precedente comunicazione inviata il 15 maggio scorso, in cui aveva criticato la riorganizzazione del reparto di Malattie Infettive e, in particolare, l’eliminazione dell’operatore socio-sanitario durante il turno notturno.

“Esortiamo l’Azienda a tornare sui propri passi – scrive il sindacato – reinserendo l’OSS nel turno notturno”, ritenendo che la presenza di questa figura debba essere assicurata “in modo stabile” in un reparto con elevata complessità clinica e organizzativa.

Nel documento viene inoltre sollevata una domanda alla direzione assistenziale: “Quale risposta possono fornire i due infermieri impegnati contemporaneamente nella gestione di pazienti isolati, con procedure obbligatorie di vestizione e svestizione, nel caso si presentasse un’emergenza clinica su un altro paziente?”.

Per Fials, l’utilizzo di personale proveniente da altri reparti non costituisce una soluzione adeguata, poiché “amplifica il disagio e il rischio anche per la degenza di provenienza dell’OSS allertato”.

Il sindacato conclude esortando le aziende sanitarie a rinunciare a quella che definisce la strategia del “tappare buchi creando altri buchi”, un approccio organizzativo che, secondo Fials, “scarica responsabilità sui professionisti, sempre più esposti al rischio di errori, omissioni e aggressioni”.

“La mission delle aziende sanitarie è la salvaguardia della salute dei cittadini – conclude Boschetti –. È paradossale che la salute dei professionisti venga considerata così poco, costringendoli a lavorare in condizioni sempre più difficili o a lasciare il lavoro”.

NendoRoma