Intesa tra Ue e Mercosur. Cia: “Quale sarà il destino delle imprese del settore cerealicolo?”

Intesa tra Ue e Mercosur. Cia: “Quale sarà il destino delle imprese del settore cerealicolo?” 1

“Quale sarà il destino delle aziende che si occupano della produzione del nostro grano di alta qualità? E i consumatori potranno continuare ad acquistare un sacco di farina o un pacco di pasta senza preoccuparsi che possa essere realizzato con grano di bassa qualità?” – si interroga Jennifer Felloni, vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, considerando una situazione internazionale sempre più intricata.Intesa tra Ue e Mercosur. Cia: “Quale sarà il destino delle imprese del settore cerealicolo?” 2

Felloni sottolinea che il comparto agricolo italiano sta vivendo un periodo di grave difficoltà, schiacciato da una crisi economica che ha portato i prezzi dei cereali a rimanere “fissi”. Secondo le informazioni diffuse anche da Ismea, nei primi mesi del 2026, le quotazioni del grano in Italia hanno mostrato una preoccupante tendenza al ribasso, con il grano duro che si colloca tra i 250 e i 300 €/t: “una stagnazione dei redditi mette in pericolo la stessa esistenza delle aziende agricole”.

Un quadro che, secondo l’associazione, si complica ulteriormente con l’entrata in vigore provvisoria, a partire dal primo maggio 2026, dell’accordo tra Unione Europea e Mercosur. Un’intesa che faciliterebbe l’importazione di prodotti agricoli dal Sud America, come il frumento argentino, “creando una pressione insostenibile sul mercato interno”.

Fin da subito, Cia – Agricoltori Italiani ha manifestato “forte preoccupazione per l’assenza di clausole di salvaguardia adeguate, poiché l’attuale misura, che entra in vigore solo dopo un incremento dell’import superiore al 5% annuo, è considerata insufficiente a tutelare i produttori dalla concorrenza sleale di paesi con standard ambientali e sanitari differenti, dove è consentito l’uso di sostanze come il glufosinate ammonio o la coltivazione di Ogm”.

“Il rischio concreto – prosegue Felloni – è che l’arrivo di prodotti di scarsa qualità diventi una prassi comune, compromettendo la sicurezza alimentare dei cittadini. Un esempio emblematico dei pericoli legati a prodotti d’importazione non adeguatamente controllati è il recente maxi-sequestro avvenuto a Reggiolo, dove sono state fermate oltre 90 tonnellate di cereali e legumi provenienti proprio dal Sud America. La merce, del valore di circa 200 mila euro, era conservata in magazzini infestati da roditori vivi ed escrementi, in condizioni totalmente incompatibili con la salute pubblica e priva della necessaria tracciabilità. Siamo estremamente preoccupati per la stabilità del nostro settore, con i prezzi dei cereali fermi e l’apertura indiscriminata ai mercati del Mercosur. Il rischio è di trovarsi con prodotti importati a basso costo che entrano in Italia senza controlli rigorosi e clausole di salvaguardia solide, costringendo le nostre aziende agricole a non avere più redditi adeguati ed esponendo i consumatori al rischio di dover consumare prodotti insalubri e pericolosi, coltivati e conservati senza il rispetto dei nostri elevatissimi standard qualitativi”.

Cia Ferrara ribadisce quindi “l’urgenza di un sistema di controlli rigoroso lungo tutta la filiera, come auspicato anche dalle autorità competenti, per evitare che prodotti privi di tracciabilità e conservati in condizioni igieniche compromesse possano trovare spazio nel mercato agroalimentare italiano”.

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