Maltempo, danni da grandine ai frutteti. Cia Ferrara: “Non chiediamo aiuto”
Le aziende agricole di Ferrara continuano a subire le conseguenze di un altro evento meteorologico estremo che ha colpito l’intera area, da Ferrara a Burana. Martedì 21 luglio, poco prima di mezzogiorno, una grandinata particolarmente violenta, accompagnata da piogge intense e forti raffiche di vento, ha colpito con una forza inaudita, contribuendo a un quadro di distruzione che in pochi giorni ha interessato ogni angolo della provincia.
Il bilancio di quella che sembra una trama di un film catastrofico è composto da frutteti distrutti, campi di ortaggi, soia, sorgo, mais, riso e girasole gravemente compromessi. Nessuna zona della provincia è stata risparmiata e il settore agricolo ha raggiunto un punto critico, tanto che Cia-Agricoltori Italiani Ferrara non solo richiede il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento e una sorveglianza affinché gli indennizzi siano proporzionati ai danni subiti dagli agricoltori, ma anche risposte immediate e non più procrastinabili sulla gestione del rischio.
“Siamo esausti di dover contare i danni mentre la politica e le istituzioni rimangono inerti – afferma Massimo Piva, presidente di Cia Ferrara. Come associazione, chiederemo che l’evento di oggi e quelli precedenti siano considerati eventi atmosferici eccezionali, data la loro capacità distruttiva. Di conseguenza, chiediamo che si garantisca il riconoscimento chiaro e completo di questi danni innegabili. Tuttavia, questo è solo il primo passo, poiché non è più sostenibile difendersi con strumenti che sono palesemente inadeguati: è necessaria una revisione profonda, radicale e strutturale dell’intero sistema assicurativo e di sostegno. Non possiamo accettare che, mentre i premi delle polizze aumentano a causa dell’intensificarsi dei sinistri, il contributo pubblico effettivo sia sceso dal 70% a un misero 40% a causa di fondi insufficienti. Questa situazione sta portando le nostre aziende in un vicolo cieco, costringendole a rinunciare alla copertura assicurativa, non avendo più le risorse economiche per stipulare polizze diventate insostenibili”.
Ci sono anche difficoltà nel riconoscimento dei danni e nelle tempistiche di risarcimento. “A questo – prosegue Piva – si aggiungono le complicazioni nel vedere riconosciuto il danno in modo equo e imparziale e il “muro di gomma” di Agea: ci troviamo nell’assurdo di un 2026 in cui, nonostante l’intelligenza artificiale risolva problemi complessi in pochi secondi, la burocrazia continua a soffocare chi lavora. È inaccettabile che i risarcimenti per danni di questa entità vengano liquidati dopo anni a causa di verifiche interminabili e incroci di dati, impedendo alle aziende di avere la liquidità necessaria per ripartire dopo una calamità e lasciando i loro bilanci in rosso”.
“Infine, AgriCat: ciò che viene presentato come un paracadute è in realtà un prelievo forzato del 3% dai contributi PAC di ogni agricoltore, un fondo mutualistico che si sta dimostrando uno strumento troppo complesso, lento e del tutto inadeguato per affrontare danni di tale entità. Non desideriamo elemosina – conclude il presidente di Cia Ferrara – ma un sistema di gestione del rischio che funzioni realmente. O si cambia direzione ora, o l’agricoltura ferrarese rischia di scomparire sotto il peso della grandine e dell’inefficienza dello Stato”.
Anche Coldiretti Ferrara riporta il “triste bollettino”: “Temporali con grandine a partire dall’alto ferrarese (in particolare a Bondeno e Vigarano Mainarda) fino a raggiungere la città di Ferrara e le frazioni della zona sud: San Martino, Gaibanella, Gorgo, Chiesuol del Fosso, Torre Fossa, Via Bologna, ma anche Porotto, e in misura minore altre aree finora segnalate”.
“Danni irreversibili per le colture a pieno campo, ortaggi e seminativi, problemi anche per i frutteti con alberi abbattuti, reti antigrandine distrutte dal peso della grandine accumulatasi in pochi minuti, pali di sostegno spezzati, ma anche ai fabbricati con tetti perforati, vetri rotti, auto danneggiate – aggiunge Coldiretti -. Non solo danni alle campagne, ma anche a strutture produttive e commerciali, in un triste bilancio che accomuna cittadini e agricoltori di fronte a eventi di straordinaria violenza, dove case, capannoni, frutteti e campi sono sottoposti a fenomeni ravvicinati e distruttivi come raramente accadeva in passato”.
“Fenomeni che impongono una riflessione su quali strumenti alternativi siano necessari per risarcire danni attualmente in fase di quantificazione e che nei prossimi giorni si preannunciano milionari, con effetti potenzialmente devastanti per le aziende agricole anche negli anni futuri, oltre a complicare i rapporti commerciali. Le segnalazioni che giungono e giungeranno nei prossimi giorni dagli associati saranno fondamentali per richiedere lo stato di calamità e attivare le procedure per gli interventi di ristoro”.
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