Riduzione delle bollette e promozione dell’energia sostenibile: inizia la competizione della Castello Green House.
Dopo un lungo periodo di attese, rinvii e complicazioni burocratiche, giunge l’approvazione che rappresenta una svolta significativa per l’energia condivisa nella provincia di Ferrara. Castello Green House, la Comunità energetica rinnovabile (Cer) creata grazie all’iniziativa della cooperativa di residenti Castello, ha ricevuto l’autorizzazione per le prime configurazioni di autoconsumo collettivo: un passo fondamentale che segna ufficialmente l’inizio dello sviluppo del progetto.
L’approvazione riguarda le cosiddette Cacer Nord e Cacer Sud. La prima, collegata alla cabina primaria a nord della città, è un impianto fotovoltaico da 64,4 kWp situato tra via Allende e via Panetti. A breve si aggiungeranno altri impianti già operativi, per una potenza totale di circa 96 kWp, coinvolgendo già 45 soci consumatori residenti nella zona. La Cacer Sud, invece, si riferisce agli impianti da 72 kW installati sul condominio di Ippolito Nievo. Questo rappresenta il primo passo operativo di un modello energetico che mira a produrre, condividere e consumare energia pulita a livello locale.
La notizia segna il passaggio dalla fase di “start-up” a quella di crescita effettiva. Un percorso iniziato nell’ottobre 2022, nel pieno della crisi energetica, e ora pronto a tradursi in vantaggi concreti per cittadini e aziende.
“La nostra cooperativa inizia oggi a operare passando dalla fase di start-up alla fase di sviluppo”, afferma il presidente della Cer Castello Green House, Massimo Buriani. “Gestiamo gli impianti della cooperativa Castello e presto realizzeremo anche investimenti diretti e coinvolgeremo soci produttori, offrendo incentivi anche ai consumatori.”
Ma come opera la comunità energetica? Il modello prevede la produzione e il consumo all’interno dello stesso territorio, attorno a una cabina primaria. “La produzione realizzata e immessa in rete dopo l’autoconsumo può essere virtualmente messa a disposizione dei soci consumatori – chiarisce Buriani -. È così che si forma una comunità locale dell’energia.”
Un sistema che trae origine dalla base sociale della cooperativa Castello – che conta oltre mille soci distribuiti nella provincia – ma che si sta già espandendo a imprese e al settore agricolo. “Stiamo invitando piccole e medie imprese ferraresi a unirsi: alcune hanno già aderito, altre partecipano ai bandi Pnrr tra Comacchio e Portogaribaldi e nel settore agricolo”, aggiunge il presidente.
I dati evidenziano l’impatto: gli impianti già installati nell’estate 2025 hanno generato oltre 154 MWh di energia. Di questa, il 47% è stato autoconsumata dai condomini, mentre il restante 53% è stato immesso in rete, generando ricavi e vantaggi economici. In termini concreti: circa 9 mila euro di entrate per la cooperativa e quasi 9.500 euro di risparmio sulle spese condominiali per i soci coinvolti.
Un modello che si fonda su incentivi statali ventennali e su un sistema di redistribuzione: metà dei benefici economici va ai consumatori, il 30% ai produttori e il restante 20% sostiene la gestione della comunità energetica.
Le configurazioni autorizzate sono solo le prime di una serie. “È l’inizio: il primo riconoscimento è giunto a metà aprile dal Gse sulla cabina nord di Ferrara, dove abbiamo già oltre 50 soci e alcune imprese aderenti – sottolinea Buriani -. Prevediamo di arrivare a una dozzina di configurazioni in tutta la provincia.” Il piano industriale prevede infatti, entro il 2027, l’attivazione di 12 configurazioni distribuite sul territorio, per una potenza totale di circa 1,5 megawatt e fino a 230 soci coinvolti.
Non si tratta solo di un progetto energetico, ma anche di un modello organizzativo innovativo. “Castello Green House è la prima comunità energetica in forma cooperativa costituita all’interno di Legacoop Estense – sottolinea la direttrice Chiara Bertelli -. Un’esperienza di riferimento non solo per Ferrara ma per l’intero territorio regionale.”
“Come associazione – specifica la responsabile dell’ufficio innovazione e sostenibilità di Legacoop Estense Chiara Pederzini – in questi anni abbiamo supportato la nascita di alcune Cer nelle province di Modena e Ferrara e, ora, ci avviciniamo alla vera fase di sviluppo e consolidamento. Le Cer rappresentano tra le forme più attuali e innovative di cooperazione, grazie alla loro capacità di generare benefici ambientali, economici e sociali. La transizione energetica, infatti, non si realizza solo attraverso la tecnologia, ma anche e soprattutto grazie allo spirito di collaborazione delle comunità.”
Un percorso complesso, come sottolinea anche Chiara Franceschini, direttrice di InnovaCoop: “È un progetto nato da un’idea significativa e sviluppato in anni di lavoro articolato, con il supporto del sistema Legacoop e strumenti come la piattaforma Respira, che copre tutta la filiera necessaria per realizzare una comunità energetica.”
La spinta proviene anche da un contesto energetico ancora instabile, con prezzi legati al gas che difficilmente scenderanno nel breve periodo. In questo scenario, le comunità energetiche rappresentano uno degli strumenti principali per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e contenere i costi per cittadini e aziende. Non a caso, il progetto si inserisce nelle politiche europee del Green Deal e nei nuovi obiettivi sulle rinnovabili, che mirano a superare il 42% di energia pulita entro il 2030.
Oltre agli aspetti economici e ambientali, la Cer ferrarese punta a un impatto sociale. “Le comunità energetiche sono lo strumento più concreto per realizzare una vera transizione energetica – evidenzia la consigliera regionale Marcella Zappaterra -. Permettono di ridurre le emissioni ma anche le disuguaglianze energetiche, apportando benefici per il territorio nel suo complesso.”
Dalla Regione è giunto un ulteriore impulso e sostegno alle Cer, con la Legge regionale sulle aree idonee emanata il 29 maggio, nella quale “si disciplina l’installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili su aree già antropizzate e non agricole – precisa il consigliere regionale Paolo Calvano –. La sfida è mantenere un equilibrio tra ambiente e sviluppo.”
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