Tajani sottoscrive il patto tra Maeci e Unioncamere. Apprezzamento anche a Ferrara.

Tajani sottoscrive il patto tra Maeci e Unioncamere. Apprezzamento anche a Ferrara. 1

Il 27 luglio scorso, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha siglato presso la Farnesina un accordo quadro con il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, finalizzato a potenziare la cooperazione tra il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il sistema camerale, a sostegno dell’internazionalizzazione delle aziende italiane.

L’intesa riconosce Unioncamere come uno dei protagonisti del Sistema Italia per la promozione dell’export e mira a coinvolgere un numero crescente di aziende nei percorsi di accesso e consolidamento sui mercati esteri, valorizzando la diffusa presenza delle Camere di commercio sul territorio e la rete delle Camere di commercio Italiane all’Estero.

Unioncamere offrirà la propria expertise riguardo al tessuto produttivo e alle vocazioni all’export delle diverse aree, mentre il ministero coinvolgerà il sistema camerale nelle missioni istituzionali ed economiche e nei programmi di promozione dell’internazionalizzazione.

“Con questo accordo, il sistema camerale entra a pieno titolo nella squadra voluta dal Maeci per supportare l’internazionalizzazione delle imprese e aumentare le esportazioni italiane”. Così ha dichiarato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna e membro del Comitato esecutivo di Unioncamere.

“La profonda conoscenza dei territori e la collaborazione con le associazioni di categoria hanno reso possibile questo importante riconoscimento. L’export non è più solo una questione di relazioni personali, fiere e intuizioni. Oggi l’internazionalizzazione richiede un approccio metodico, la capacità di analizzare e interpretare i dati e un’integrazione intelligente tra strumenti digitali e intelligenza artificiale. Un cambiamento che coinvolge aziende, export manager e direzioni commerciali, chiamati a ripensare processi, competenze e strategie per affrontare la complessità dei mercati internazionali”, conclude Guberti.

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