Sala Cavalcoli sold out per l’incontro “Imprese e bene comune: il modello Benefit per un’economia rigenerativa”
Al centro dell’incontro organizzato dalla Camera di commercio di Ferrara Ravenna, in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e Si.Camera, si trovano le imprese generative, con particolare attenzione alle Società Benefit, introdotte in Italia dalla legge n. 208 del 2015.
L’evento, parte della Giornata Nazionale del Made in Italy, ha esaminato il contesto normativo, le conseguenze economiche e le possibilità offerte dalle Società Benefit, presentando anche esempi concreti e strumenti pratici per le aziende che desiderano adottare questo modello imprenditoriale e per gli intermediari che intendono sostenerlo. Secondo i dati presentati ieri, il numero delle imprese Benefit in Italia raggiungerà 5.540 entro la fine del 2025, con un incremento previsto del 20,6% rispetto al 2024, di cui 472 in Emilia-Romagna, 25 a Ravenna e 11 a Ferrara. A livello nazionale, il valore della produzione ammonta a 69.000 milioni di euro, mentre per la nostra regione si attesta a 9.407 milioni. Tre sono i fondamenti di questa forma giuridica d’impresa che combina l’obiettivo di profitto con finalità ambientali e sociali: l’individuazione nello Statuto di un beneficio comune da perseguire, la responsabilità tramite la nomina di una figura garante e la trasparenza, attraverso una rendicontazione d’impatto da allegare al bilancio.
Dopo l’apertura dei lavori da parte di Mauro Giannattasio, segretario generale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, che ha sottolineato l’importanza dell’economia rigenerativa e le linee guida del Piano per l’economia sociale promosso dall’ente camerale, Ludovica Evangelista e Ilenia Alizzi, in rappresentanza del Ministero del Made in Italy, hanno messo in evidenza il ruolo delle Case del Made in Italy e l’impegno del Ministero nella promozione del modello Benefit anche attraverso eventi come la Benefit Competition, la cui prossima edizione si svolgerà ad Ancona. Tiziana Pompei, vice segretaria generale di Unioncamere e direttrice generale di Si.Camera, ha evidenziato l’impegno del sistema camerale nella diffusione di questo modello innovativo di fare impresa, mentre l’avvocata Fulvia Astolfi e Enrico Gregorio, data scientist di InfoCamere, hanno illustrato numeri e caratteristiche. I lavori sono stati coordinati dalla giornalista Federica Mosconi. Durante l’incontro, è stato dato ampio spazio al dibattito e alle testimonianze di imprese e associazioni di categoria, tra cui quelle delle Società Benefit Palabra srl, Regentech srl e TreCuori spa.
“Il valore di un’impresa non si misura più solo attraverso il fatturato o la produzione – ha affermato il segretario generale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Mauro Giannattasio – ma anche in base a ciò che restituisce in termini di benessere sociale alla comunità e al territorio. Questo evento ha avuto l’obiettivo di rafforzare la cultura di tale modello, promuovendo l’emersione di pratiche innovative, scalabili e replicabili, capaci di coniugare competitività, sostenibilità e valore condiviso per il nostro sistema produttivo. L’impresa generativa – ha aggiunto Giannattasio – crea valore duraturo e si radica nel contesto in cui si sviluppa. I suoi valori si traducono in obiettivi strategici concreti, in grado di intercettare nuove tendenze e opportunità senza compromettere la propria identità e specificità. È un’impresa che guarda al futuro, ma anche all’interno, verso le persone, e all’esterno, verso l’ambiente e le comunità”.
“Il sistema camerale organizza questo Giro d’Italia delle società benefit perché vogliamo illustrare cosa significhi fare impresa benefit – ha dichiarato Tiziana Pompei, vice segretaria generale di Unioncamere e direttrice generale di Si.Camera – evidenziando le competenze imprenditoriali e manageriali su questi temi e comprendere cosa sia realmente necessario nei territori. Ma soprattutto – ha concluso – desideriamo creare un clima culturale favorevole allo sviluppo di questo modello innovativo anche per la valorizzazione del Made in Italy, poiché coniuga qualità, sostenibilità e creazione di valore per le comunità”.
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