Crollo dei prezzi del grano: manifestazione al Porto di Ravenna con la partecipazione di Ferrara.

Crollo dei prezzi del grano: manifestazione al Porto di Ravenna con la partecipazione di Ferrara. 1

Numerosi agricoltori di Cia-Agricoltori Italiani Emilia-Romagna si sono radunati al porto di Ravenna per una manifestazione pacifica, finalizzata a denunciare come la filiera del grano non riesca più a garantire un reddito adeguato ai produttori, schiacciati da prezzi ormai insostenibili. L’iniziativa intende mettere in luce un mercato distorto che penalizza sia i produttori che i consumatori, a causa di ingenti importazioni che deprimono il valore del prodotto .

Crollo dei prezzi del grano: manifestazione al Porto di Ravenna con la partecipazione di Ferrara. 2“Non abbiamo certo assaltato le navi, ma l’azione pacifica di oggi è stata necessaria per porre l’attenzione su un luogo simbolo delle importazioni di prodotti esteri, spesso provenienti da paesi con controlli sanitari e costi di manodopera molto distanti dai nostri standard, e quindi discutibili anche dal punto di vista etico, oltre che qualitativo”, ha affermato Massimo Piva, presidente di Cia Ferrara. “Queste importazioni indiscriminate di grano di qualità scadente finiscono per ridurre il valore del prodotto nazionale, rendendo imprescindibile l’avvio di controlli sistematici su ogni nave che attracca, coinvolgendo NAS, Guardia di Finanza e Sanità Marittima per garantire il rispetto dei parametri europei.

A fornire un’analisi approfondita della crisi economica è stato Stefano Calderoni, coordinatore dell’area acqua, caccia e ambiente di Cia Nazionale, che ha fatto proprie le richieste del settore cerealicolo: “Attualmente le aziende operano pesantemente sottocosto, ricevendo per un quintale di grano lo stesso importo del 1970, nonostante i costi di produzione siano aumentati drasticamente”. Calderoni ha spiegato che produrre un ettaro di grano duro costa mediamente circa 1.200 euro, ma il mercato riconosce all’agricoltore solo 700 euro, con una perdita netta che supera i 400 euro per ettaro. “Il valore del frumento è rimasto fermo agli anni Settanta, con quotazioni attuali tra i 20 e i 28 euro al quintale, a fronte di un impegno costante in termini di qualità e sostenibilità che non trova riscontro economico. Nell’ultimo anno – ha proseguito Calderoni – abbiamo assistito a una diminuzione dei prezzi alla produzione del frumento del 20%, mentre i costi tecnici sono aumentati notevolmente: i fertilizzanti sono aumentati del 60-70% e il gasolio agricolo è passato da 0,80 a 1,40 euro al litro. Questa situazione ha portato anche a una riduzione delle semine del mais dell’80% rispetto a dieci anni fa, mettendo in difficoltà un comparto, quello cerealicolo, che rappresenta ben il 20% della superficie agricola utilizzata in Italia. Mentre l’agricoltore è sottopagato, il prezzo della pasta per il consumatore è aumentato dell’80%, evidenziando una distorsione inaccettabile che mette a rischio i redditi e la salute dei cittadini.”

Crollo dei prezzi del grano: manifestazione al Porto di Ravenna con la partecipazione di Ferrara. 3La manifestazione, che si è svolta in contemporanea anche al Porto di Bari, sostiene l’urgenza di riforme strutturali. Cia-Agricoltori Italiani richiede con fermezza l’approvazione di una legge “Pasta Made in Italy” che garantisca l’utilizzo di grano al 100% italiano e l’origine obbligatoria in etichetta, insieme alla piena operatività della Commissione Unica Nazionale e del registro “Granaio Italia”. È inoltre considerato prioritario il rispetto della legge sulle pratiche sleali per regolamentare e vietare il sistema del “sottocosto”, assicurando che ogni chicco di frumento importato sia controllato attentamente affinché rispetti gli stessi standard di qualità richiesti ai produttori nazionali.

I commenti sono chiusi.