Settore delle medie imprese. Previsione di crescita per fatturato ed esportazioni nel 2026.

Un incremento significativo dei ricavi, margini più elevati, nuove opportunità lavorative e una solidità patrimoniale rafforzata: le prospettive di crescita del fatturato per le medie imprese di Ravenna (2,6 miliardi di euro con 34 medie imprese) e Ferrara (651 milioni di euro con 12 medie imprese) rimangono positive. Tuttavia, oltre il 70% delle medie imprese esprime preoccupazione riguardo all’aumento dell’incertezza globale, ritenendo che ciò possa portare a ricavi inferiori nei prossimi 12 mesi rispetto a uno scenario più stabile. Le difficoltà nel reperimento di personale colpiscono circa il 90% delle aziende. Questi dati emergono dal XXV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane e dal Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica”, realizzati dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere.

“Le medie imprese – ha evidenziato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – rappresentano una realtà produttiva dinamica e sempre più cruciale per la nostra economia: sono generatori di innovazione, creano una varietà di opportunità occupazionali, sono solide e ben radicate nei territori, capaci di competere anche a livello internazionale. Spesso, infatti, supportano la catena di fornitura delle grandi aziende, innescando un effetto a catena nelle economie locali. Questo le rende anche più flessibili alle condizioni di mercato in cambiamento, permettendo loro di rispondere più rapidamente alle fluttuazioni economiche o ai progressi tecnologici. Nell’indagine di quest’anno – ha continuato il presidente della Camera di commercio – emerge un dato rilevante: solo 2 imprese su 10 ritengono di disporre di strumenti adeguati per affrontare l’incertezza. Questo è un tema centrale per l’imprenditore, poiché la capacità di generare profitto deriva proprio dalla capacità di prendere decisioni in contesti incerti.”

Ritornando all’indagine di Mediobanca, nonostante il contesto impegnativo, le medie imprese nell’ultimo biennio sono riuscite a mantenere la redditività e i margini, a rafforzare il proprio posizionamento attraverso il consolidamento del marchio e ad ampliare la propria offerta. Esse dimostrano, inoltre, un’elevata capacità di creazione di valore: nel periodo 2015-2024 hanno generato in media 7,8 mila euro per addetto, con performance continuative superiori rispetto ad altri segmenti dimensionali, che hanno registrato anche episodi di distruzione di valore. Questa stabilità mette in evidenza la maggiore resilienza del modello delle medie imprese, meno vulnerabile a oscillazioni cicliche. Le prospettive future, tuttavia, rimangono legate anche a fattori esterni: oltre l’80% delle imprese auspica un miglioramento del contesto economico internazionale, insieme a una diminuzione dei costi, in particolare energetici, e del carico fiscale sul lavoro. Nei prossimi sei mesi, quasi tutte le medie imprese ritengono che le tensioni negli approvvigionamenti avranno effetti concreti sull’attività aziendale, con ripercussioni, in particolare, sui rincari del prodotto finito, sui ritardi nella consegna dei prodotti sul mercato e sui margini di profitto.

In un contesto globale sempre più instabile, le medie imprese italiane confermano, quindi, la loro capacità di resistenza e adattamento, sostenendo la crescita, l’occupazione e la competitività delle filiere produttive. Tuttavia, il futuro di questo segmento si giocherà sempre più sulla capacità di affrontare nodi strutturali – dalle competenze alla governance, fino all’accesso ai capitali – che rimangono fondamentali per consolidare nel tempo la creazione di valore e rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo.

“La competitività di un sistema produttivo – ha concluso Guberti – si basa anche sulla diffusione dell’innovazione e sul suo utilizzo nei vari modi che la creatività dell’imprenditore riesce a esprimere. Molte piccole e medie imprese ferraresi e ravennati hanno svolto pienamente questa funzione, diventando spesso esse stesse fonte di innovazione, soprattutto di processo e di natura incrementale. Anche per questo, e a seguito delle interlocuzioni con le associazioni di categoria, la Giunta camerale, il prossimo 22 luglio, destinerà mezzo milione di euro per favorire, attraverso gli Organismi di garanzia fidi, gli investimenti produttivi e la liquidità necessaria per affrontare le difficoltà della fase economica attuale. Nel 2025, ben 179 sono state le domande presentate, con un contributo medio assegnato di oltre 3.000 euro: oltre la metà delle imprese richiedenti ha destinato tali fondi non solo a coprire esigenze di liquidità, ma anche per affrontare nuovi investimenti finalizzati allo sviluppo d’impresa.

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