Tra conflitti, tariffe e instabilità, le aziende di Ferrara mantengono un atteggiamento cauto.
In un contesto di conflitti, tariffe e incertezze, le aziende di Ferrara mantengono un atteggiamento cauto. Il Commercio al dettaglio si mantiene stabile, mentre l’Industria manifatturiera e l’Edilizia mostrano un rallentamento rispettivamente del -1,7% e del -2,6%. L’export, invece, segna una ripresa con un incremento dello +0,5%. Gli Scenari delle economie locali elaborati da Prometeia confermano per l’economia ferrarese una previsione di crescita del valore aggiunto del +0,5% entro il 2026.
Questi sono i dati principali resi noti il 27 marzo, alla presenza di Paolo Govoni, vice-presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, Guido Caselli, direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia Romagna, e dei rappresentanti di Istituzioni e associazioni di categoria, dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio. “Favorire la continuità d’impresa e sostenere un efficace ricambio generazionale – ha evidenziato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – significa rafforzare la resilienza del tessuto produttivo, promuovendone la crescita a lungo termine. In un contesto come quello della provincia di Ferrara, caratterizzato da una forte presenza di imprese a gestione familiare e da una struttura prevalentemente composta da Pmi, la transizione della governance tra generazioni è fondamentale non solo per ogni singola azienda, ma anche per la competitività delle imprese e dell’intero sistema economico, influenzando occupazione, filiere produttive, innovazione, attrattività degli investimenti, internazionalizzazione, gestione del capitale umano e coesione territoriale.”
Ritornando all’analisi della Camera di commercio, le informazioni raccolte dalle aziende con un massimo di 500 dipendenti, relative al 2025, evidenziano un calo dell’attività dell’industria manifatturiera ferrarese: produzione industriale -1,7%, ordini -1,1%, mentre quelli dall’estero aumentano del +5,1%. Segnali di recupero emergono dagli indicatori del quarto trimestre (produzione +2,8%; fatturato +3,3%; ordini -0,8% e ordini dall’estero +2,4%), sebbene in rallentamento rispetto ai risultati ottenuti nel triennio 2021-2023 e con significative discontinuità settoriali. Un lento recupero si osserva anche nelle attività artigiane manifatturiere nel 4° trimestre: produzione +0,2%, fatturato +0,8%, ordini +0,8%, mostrando, rispetto al 2024, valori tutti positivi. La dinamica tendenziale del settore delle costruzioni si muove in territorio negativo (-2,6% per il volume d’affari nella media tendenziale del 2025), evidenziando il contraccolpo dopo la stagione degli incentivi straordinari già avviata nel 2024. Tuttavia, il trend sembra stabilizzarsi con valori meno negativi rispetto all’anno precedente, tanto che l’ultimo trimestre si è chiuso con un -1,1%. Nella media dell’anno 2025, il volume d’affari dell’artigianato edile registra un valore negativo ancora più significativo, pari al -3,8%. Anche i dati regionali non mostrano segni di ripresa: il fatturato medio regionale segna un -0,7%, così come l’artigianato edile (-1,4%). Il commercio al dettaglio realizza vendite con un modesto +0,03%, influenzato dall’inflazione e da consumi cauti, risultato di andamenti contrastanti nei vari settori: per il commercio al dettaglio di prodotti alimentari: +3,7%, più colpito dall’inflazione, insieme alla grande distribuzione organizzata; Ipermercati, supermercati e grandi magazzini +3,6%; commercio non alimentare -2,7%. Trend ancora più frenato a livello regionale con un -0,3% su base annua. I dati regionali relativi al turismo nel 2025, rispetto al 2024, mostrano un trend positivo per i due principali indicatori (turisti e pernottamenti): la costa registra un incremento delle presenze del +4,1%, mentre in città la crescita è più significativa, con un +9,5%. Complessivamente, la provincia conta oltre 670mila turisti (+8,0%) e oltre 2,9 milioni di presenze (+1,6%).
Gli indicatori del commercio internazionale forniti da Istat confermano la ripresa dell’export delle aziende ferraresi, grazie alla loro capacità di adattarsi e riposizionarsi, nonostante i dazi statunitensi e il clima di incertezza che caratterizza sempre più lo scenario globale. Nel 2025, infatti, si è registrato un ulteriore incremento tendenziale del +0,5% rispetto all’anno precedente, una crescita meno marcata rispetto a quella dell’export nazionale (+3,3%) e a quella regionale (+1,3%). Complessivamente, da gennaio a dicembre del 2025, sono state esportate merci per un valore di circa 2,6 miliardi di Euro (a valori correnti) e la crescita tendenziale rilevata corrisponde a quasi 13 milioni di Euro in più rispetto all’anno precedente. L’Europa si conferma ancora una volta la principale destinazione e provenienza, rappresentando oltre i due terzi dell’export ferrarese totale e l’88% dell’import (quota costante nel tempo). La Germania, nonostante la forte contrazione dei settori automotive e chimico, rimane il primo partner straniero per la struttura imprenditoriale ferrarese, con quasi 445 milioni di euro nel 2025, registrando un incremento di 4 milioni (pari al +0,9%) rispetto al 2024. Tuttavia, a influenzare maggiormente il risultato finale è stato l’aumento dell’export verso la Francia (circa 66 milioni in più, +20%), concentrato soprattutto nella categoria dei macchinari, che porta la Francia a superare gli Stati Uniti, diventando il secondo partner ferrarese. In forte contrazione l’export verso gli Stati Uniti, che perde quasi 56 milioni (-19,5%), scivolando al terzo posto come partner commerciale. Per Prometeia, infine, l’economia ferrarese segnerà, per il 2026, un +0,5%.
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