Yemen, gli Houthi consolidano le posizioni strategiche sui monti Kahboub

Yemen, gli Houthi consolidano le posizioni strategiche sui monti Kahboub 1

Yemen, gli Houthi consolidano le posizioni strategiche sui monti Kahboub

La nuova avanzata degli Houthi si è concentrata prevalentemente nell’area dei monti Kahboub. A seguito delle precedenti conquiste, che includono una vasta porzione della costa occidentale del Paese, tra cui il porto di Mocha e le aree strategiche nelle vicinanze di Bab el-Mandeb, il movimento sciita sta consolidando la propria posizione avanzando verso gli altopiani che separano la fascia costiera dalle zone meridionali ancora controllate dalle forze governative.

Il valore di questa zona non dipende esclusivamente dall’altitudine. L’area si estende tra Taizz e Lahj, occupando una posizione strategica che collega Bab el-Mandeb, punto di passaggio tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden e, tramite il sistema del Canale di Suez, con le rotte commerciali dirette verso il Mediterraneo. Per le milizie houthi, assicurarsi il controllo di queste alture significa principalmente rendere più difficile un eventuale contrattacco e proteggere le vie di comunicazione.

Attualmente la situazione rimane incerta e non può essere definita una conquista definitiva. Negli ultimi giorni, le forze fedeli al governo yemenita hanno rivendicato la respinta di diversi attacchi e il recupero di alcune posizioni. Il 24 settembre, le forze governative hanno annunciato di aver respinto attacchi coordinati degli Houthi diretti verso una strada strategica tra Aden, Lahj e Taizz.

Perché le montagne sono così importanti

Kahboub si trova in una posizione che rende le sue alture particolarmente preziose in una guerra combattuta anche per il controllo delle vie di collegamento. Alcune delle montagne distano circa 40 chilometri da Bab el-Mandeb e consentono di osservare ampie porzioni della costa e delle direttrici che conducono verso lo stretto.

Questo non significa necessariamente che gli Houthi intendano trasformare Kahboub in una piattaforma per lanciare direttamente missili contro le navi. La funzione più immediata delle alture è difensiva. Dal punto di vista militare, controllare il terreno elevato permette di proteggere le posizioni sulla pianura costiera, sorvegliare i movimenti delle forze avversarie e rendere più difficile un attacco alle proprie retrovie.

È proprio questo l’elemento evidenziato dagli analisti, che hanno descritto le montagne come una barriera naturale a protezione delle retrovie sulla costa. La loro conquista permetterebbe agli Houthi di isolare maggiormente il territorio costiero dalle aree meridionali controllate dal governo e di esercitare pressione su Lahj e, in prospettiva, su Aden.

Anche il controllo dell’isola di Mayyun assume rilievo in questo quadro. L’isola si trova all’ingresso di Bab el-Mandeb e, insieme alla costa e alle alture circostanti, può contribuire a creare una posizione militare più difendibile. Alcuni definiscono questo insieme di posizioni una forma di “resilienza strategica”: mantenere contemporaneamente il controllo della costa, dell’isola e degli altopiani renderebbe più difficile l’interruzione dei collegamenti degli Houthi.

Dalle alture, inoltre, le forze del movimento possono sorvegliare i percorsi lungo la costa e le aree intorno a Mayyun. Andreas Krieg, docente della School of Security Studies del King’s College di , ha osservato che il controllo del terreno sopraelevato potrebbe contribuire anche alla protezione delle infrastrutture utilizzate per missili e droni.

La differenza rispetto alla precedente avanzata sulla costa è evidente. Nelle pianure costiere le forze Houthi hanno potuto muoversi più rapidamente. Sulle montagne, invece, ogni posizione deve essere conquistata e mantenuta sotto il fuoco del nemico. Il terreno accidentato riduce la possibilità di manovrare rapidamente uomini e mezzi e rende particolarmente importante il controllo di singole colline e passaggi.

Le forze allineate al governo riconosciuto a livello internazionale stanno cercando di sfruttare queste caratteristiche del territorio per rallentare l’avanzata Houthi. Qualche giorno fa, le forze governative hanno dichiarato di aver preso il controllo del monte Qarfan, situato più a est rispetto alla principale area di combattimento. Molti ritengono che questa posizione permetta di dominare le valli che collegano la parte meridionale di Taizz alla costa occidentale.

Sono stati poi rilevati nuovi scontri. Il portavoce delle forze governative, Majid al-Nuzaili, ha affermato che gli Houthi avevano lanciato attacchi coordinati nel tentativo di raggiungere posizioni lungo un’importante arteria stradale tra Aden, Lahj e Taizz. Secondo la sua versione, gli attacchi sono stati respinti. Non è stato possibile verificare in modo indipendente tutte le rivendicazioni militari delle parti.

Anche l’Institute for the Study of War ha registrato movimenti di entrambe le parti nell’area di Jabal Kahbub il 24 settembre. L’istituto segnala che le forze vicine al governo hanno rafforzato le proprie difese nella zona e continuano a mantenere posizioni di altura, mentre le milizie Houthi hanno ottenuto progressi locali.

La situazione mostra quindi una dinamica più articolata rispetto all’ di una semplice avanzata Houthi. Il movimento continua a cercare nuovi punti di accesso verso l’entroterra, ma le forze governative stanno tentando di conservare le alture e le strade che collegano Taizz al sud.

Il nodo di Taizz e la strada verso Aden

Kahboub è importante anche perché si inserisce nella geografia militare di Taizz. Il governatorato costituisce una sorta di cerniera tra il nord dello Yemen, in gran parte controllato dagli Houthi, e le aree meridionali rimaste nelle mani delle forze governative. Taizz ha inoltre un peso politico e simbolico particolare ed è diventata uno dei principali centri della resistenza agli Houthi dopo la presa di Sana’a nel 2014, rimanendo per anni al centro del conflitto.

Di conseguenza, un’avanzata verso le vie di collegamento principali potrebbe avere conseguenze più ampie della semplice conquista di singole montagne. Le milizie cercano di aumentare la pressione sull’asse Taizz-Aden, una delle principali direttrici terrestri utilizzate per spostare uomini, armi e rifornimenti.

Si pensa che il movimento Houthi possa puntare proprio a interrompere questa linea di comunicazione per costringere le forze governative a difendere contemporaneamente più fronti. Il 23 settembre, secondo fonti vicine al governo, le forze Houthi avrebbero temporaneamente interrotto la strada Taizz-Aden nell’area di Hijat al Abd, prima che le forze governative ne riprendessero il controllo.

Questo elemento aiuta a comprendere perché la battaglia per Kahboub non possa essere considerata isolatamente. Il controllo delle montagne acquista valore soprattutto se accompagnato dalla possibilità di avanzare verso altre posizioni a est e a sud. È lungo queste direttrici che potrebbe aumentare la pressione sugli accessi a Taizz e sul collegamento con Aden.

Per ora, tuttavia, non ci sono elementi sufficienti per considerare Kahboub l’inizio di un accerchiamento completo di Taizz. Anche gli analisti citati nella fonte originale sottolineano che un’ulteriore avanzata verso Al-Wazi’iyyah e poi verso l’asse Al-Turbah-Lahj sarebbe necessaria per modificare in modo più significativo gli equilibri attorno alla città.

Il significato della battaglia supera i confini dello Yemen, soprattutto per la posizione di Bab el-Mandeb.

Lo stretto rappresenta uno dei principali passaggi marittimi tra l’Oceano Indiano e il Mar Rosso. La sua importanza è aumentata ulteriormente mentre la navigazione nel Golfo e attraverso lo Stretto di Hormuz è sottoposta a nuove tensioni regionali. Un nuovo aggravamento della situazione nello Yemen potrebbe quindi avere ripercussioni sulle rotte commerciali e sui costi del trasporto marittimo.

Gli Houthi hanno dichiarato che le restrizioni alla navigazione riguarderebbero le navi legate all’Arabia Saudita e che le imbarcazioni statunitensi non sarebbero tra gli obiettivi. Mohamed al-Bukhaiti, esponente di rilievo del movimento, ha ribadito all’Associated Press che gli Houthi non intendono colpire le navi americane, fatta eccezione per eventuali collegamenti con interessi sauditi.

Il problema è che il precedente della campagna nel Mar Rosso rende meno semplice valutare quanto possano essere circoscritte eventuali restrizioni. In passato, gli Houthi hanno attaccato o minacciato navi anche quando il loro collegamento con gli obiettivi dichiarati dal gruppo non era evidente.

Per questo il controllo del terreno vicino a Bab el-Mandeb assume un valore che va oltre la possibilità di colpire direttamente le navi. Maggiore territorio controllato significa maggiore capacità di proteggere le proprie posizioni costiere e più difficoltà per gli avversari nel condurre una controffensiva.

La battaglia nello Yemen si sta inoltre svolgendo mentre il conflitto regionale coinvolge sempre più direttamente Arabia Saudita, Iran e potenze occidentali. Secondo alcune fonti, il presidente statunitense avrebbe valutato attacchi aerei contro gli Houthi per poi rinunciarvi. In una telefonata con il presidente yemenita Rashad al-Alimi, Trump non avrebbe inoltre assunto un impegno per fornire un sostegno militare diretto al governo di Sana’a.

Il Regno Unito ha annunciato sostegno all’Arabia Saudita attraverso rifornimenti di carburante per finalità difensive, mentre la Francia ha successivamente annunciato l’intenzione di inviare mezzi militari per contribuire alla protezione di Yanbu, importante terminale petrolifero saudita sul Mar Rosso.

L’Arabia Saudita ha inoltre riferito di aver intercettato sei missili balistici lanciati dagli Houthi, mentre Riyadh ha innalzato l’allerta in diverse aree del Paese. Sul piano diplomatico, i ministri degli Esteri del G7 hanno chiesto all’Iran di interrompere il sostegno agli Houthi e al movimento yemenita di fermare le operazioni militari e gli attacchi contro le navi civili.

Intanto, il costo umano della nuova offensiva continua a crescere. Secondo i dati, al 24 settembre almeno 158.000 persone risultavano sfollate a causa della nuova ondata di combattimenti. La battaglia per Kahboub rimane dunque aperta. Gli Houthi non hanno trasformato automaticamente le loro conquiste sulla costa in un controllo stabile delle alture: le forze governative continuano a difendere posizioni strategiche e hanno rivendicato successi locali, mentre il movimento cerca nuovi punti di accesso verso l’entroterra e la strada Taizz-Aden.

Il valore dei monti Kahboub sta proprio in questo: controllarli significherebbe non soltanto dominare alcune alture dello Yemen meridionale, ma proteggere il fianco delle conquiste sul Mar Rosso e aumentare la pressione sulle comunicazioni che collegano Taizz ad Aden. A pochi chilometri da Bab el-Mandeb, una battaglia locale assume così una dimensione direttamente legata alla sicurezza di una delle principali vie marittime internazionali.

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