Caso Epstein, il Congresso statunitense inizia un’inchiesta sui Clinton.
NEW YORK – Una commissione della Camera dei Rappresentanti americana, con maggioranza repubblicana, ha approvato un atto di accusa nei confronti dell’ex presidente Bill Clinton e della ex segretaria di Stato Hillary Clinton, accusati di oltraggio al Congresso per aver rifiutato di testimoniare riguardo al caso di Jeffrey Epstein.
La commissione di sorveglianza ha dato il suo consenso al provvedimento con un voto bipartisan. Questo passo potrebbe portare a una votazione in aula. I democratici si trovano divisi: una parte ha richiesto maggiore trasparenza nell’indagine sul finanziere pedofilo, deceduto in carcere nel 2019, mentre l’altra è preoccupata che i Clinton possano diventare capro espiatorio in una situazione in cui l’opposizione considera Donald Trump uno dei soggetti più coinvolti. La risoluzione, nel frattempo, costituisce un primo passo verso un’eventuale azione penale da parte del dipartimento di Giustizia che, se portata a termine con successo, potrebbe comportare l’arresto dei Clinton.
Il deputato repubblicano James Comer, presidente della commissione, ha accusato la coppia presidenziale di aver reagito alla convocazione “non con spirito collaborativo, ma con opposizione”. “I mandati di comparizione – ha sottolineato – non sono semplici suggerimenti: possiedono forza di legge e richiedono rispetto”.
L’ex presidente Clinton, che afferma di aver interrotto i rapporti con Epstein dopo le accuse di pedofilia, considera la convocazione illegittima poiché lui e la moglie non sono stati accusati di alcun reato. Nonostante il conflitto, l’ex presidente e la consorte starebbero considerando la possibilità di testimoniare, per evitare un’ulteriore escalation. Anche i repubblicani sarebbero favorevoli a trovare un accordo, poiché per approvare definitivamente le accuse di oltraggio è necessaria una maggioranza di voti e il Gop ha fatto fatica a mantenere la coesione del gruppo. Comer, al momento, ha rifiutato un’offerta avanzata dall’avvocato dei Clinton, che prevedeva un incontro a New York con l’ex presidente, al quale avrebbero partecipato lo stesso Comer e il deputato californiano Robert Garcia, il più alto in carica nella commissione.
La disputa riguarda anche la registrazione delle dichiarazioni: Comer desidera una trascrizione dettagliata, un’opzione che, secondo alcuni, potrebbe facilitare la pubblicazione di estratti. Tuttavia, il caso dei Clinton potrebbe mettere in difficoltà gli stessi conservatori: la commissione sul 6 gennaio aveva convocato, durante la precedente amministrazione, Donald Trump, il quale si era rifiutato di presentarsi. I repubblicani avevano affermato che era un diritto dell’ex presidente non comparire. Intanto, la commissione di sorveglianza ha invitato anche Ghislaine Maxwell, storica collaboratrice di Epstein, mentre la commissione Giustizia ha programmato per febbraio l’audizione della procuratrice generale Pam Bondi, accusata di aver ostacolato il rilascio di tutti i documenti del finanziere.