Grecia, Tsipras torna in scena: l’ex capo di Syriza si prepara a fondare un nuovo partito di sinistra.
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(Ansa)
“Parteciparemo alle prossime elezioni, quando si svolgeranno”, ha affermato l’ex primo ministro greco Alexis Tsipras in un’intervista all’emittente ANT1, riferendosi al suo nuovo movimento politico, che, come dichiarato, sarà pronto a settembre, o prima se necessario in caso di elezioni anticipate.
Chi è Alexis Tsipras
Il 51enne Tsipras, che ha guidato la Grecia dal 2015 al 2019 durante gli anni difficili della crisi del debito, ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza del partito di sinistra radicale, Syriza, nel 2023 dopo l’ultima delusione elettorale.
Dopo la pubblicazione, lo scorso autunno, del suo memoir politico Ithaki (Itaca), si sono intensificate le speculazioni sulla creazione di un nuovo partito a suo nome.
L’ex primo ministro ha evidenziato che la nuova iniziativa politica intende rappresentare un punto di incontro per tre tradizioni politiche storiche: la sinistra radicale, la socialdemocrazia e l’ecologia politica. Tsipras ha poi rimarcato che avrà una visione chiara con proposte concrete, poiché “i partiti nascono dalle necessità della società”. Riguardo alla sua esperienza politica passata, ha aggiunto: “Ho appreso dai miei errori, non sono più lo stesso Tsipras e non ho nulla da dimostrare”.
I problemi del governo Mitsotakis
L’ex leader della sinistra radicale ha poi criticato l’attuale premier conservatore Kyriakos Mitsotakis, messo sotto pressione negli ultimi giorni dallo scandalo di una vasta frode sui sussidi della politica agricola comune dell’Unione Europea. “In condizioni normali, avrebbe già dovuto convocare elezioni anticipate. È possibile mantenere un governo che conta già quaranta membri, tra funzionari governativi, ministri e parlamentari, che si sono dimessi dai loro incarichi a causa di vari scandali, grandi o piccoli, nel corso di sette anni?”, ha chiesto.
Tre membri del governo greco si sono dimessi oggi a causa del loro coinvolgimento nello scandalo relativo a presunti abusi nell’assegnazione dei sussidi agricoli europei. A lasciare l’incarico sono stati il ministro dell’Agricoltura, il ministro della Protezione Civile e il viceministro della Salute.
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