«A scuola nessuno è straniero», Nanni e Atik contro i manifesti di Azione Studentesca

«Fuori l’islamismo dalle scuole. Scegli da che parte stare». È questo lo slogan comparso sui manifesti di Azione Studentesca affissi davanti alle scuole di Ferrara, tra cui i licei Roiti e Ariosto. Una campagna che ha immediatamente acceso la polemica e sulla quale interviene il consigliere comunale del Partito democratico Davide Nanni.
«Ecco cosa ne pensa della scuola italiana, da sempre inclusiva, multiculturale e aperta a tutti l’associazione Azione Studentesca, che gravi notoriamente dell’orbita giovanile di Fratelli d’Italia», scrive Nanni, pubblicando l’immagine del manifesto sul liceo scientifico Roiti.
Il consigliere chiama quindi direttamente in causa il centrodestra ferrarese: «Nulla di nuovo ma sarebbe interessante capire se il pensiero così schiettamente espresso dai camerati in erba sia condiviso anche dai «grandi» del partito. In primis dal presidente provinciale Alessandro Balboni, che da quel movimento giovanile proviene, ma anche i rappresentanti delle associazioni musulmane locali e i cosiddetti «moderati» del centrodestra ferrarese».
Poi l’affondo: «O per inseguire le sparate di Vannacci tutto è lecito? A scuola nessuno è straniero. A scuola si impara il rispetto reciproco per le differenze, per diventare cittadini italiani e del mondo».
A fotografare e a denunciare il manifesto affisso al liceo Ariosto è anche Adam Atik, presidente di Cittadini del Mondo: «Non si parla della giusta laicità del nostro Stato, ma del grave e chiaro incitamento all’odio xenofobo in un momento storico dove, quando si parla di persone di origine straniera, si fa di tutta l’erba un fascio».
«Il degrado culturale è evidente – aggiunge Atik – e l’aumento di episodi di violenza e aggressioni verbali e fisiche non è che il risultato di anni in cui la classe politica del centrodestra ha vomitato continuamente odio nei confronti delle minoranze etniche».
E infine osserva: «Ma è anche il risultato di una sinistra troppo spesso spaventata dal prendere una chiara posizione e perdere consensi».
La campagna di Azione Studentesca arriva mentre proprio la presenza degli studenti stranieri e il rapporto tra scuola, integrazione e simboli religiosi sono tornati al centro del dibattito nazionale.
Il 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che introduce un limite del 30% per alcune categorie di alunni stranieri con insufficiente conoscenza dell’italiano e prevede il divieto di indossare a scuola burqa e niqab.
Tuttavia, la formulazione definitiva è più circoscritta rispetto agli annunci iniziali di un generico «tetto agli stranieri»: il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiegato che il criterio riguarda soprattutto la conoscenza della lingua italiana, con esclusioni e deroghe per gli studenti già inseriti da tempo nel sistema scolastico.
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