Campi di via Canapa: Futuro Nazionale sostiene la protesta dei cittadini

Campi di via Canapa: Futuro Nazionale sostiene la protesta dei cittadini 1

Michele Droghetti, referente del Comitato 972 di Futuro , si è confrontato con il comitato, promotore dell’esposto che verrà presentato a nome dell’ingegnere Werter Malisardi, del Dott. Majid Khalili e dell’Avv. Paolo Scaglianti, e firmato da numerosi residenti ferraresi oltre che dai giocatori che frequentano abitualmente i campi, per fare luce sulla situazione di via Canapa. Al centro del colloquio vi è la colata di cemento che impedisce di utilizzare il campo da calcio di quell’area.

“Ho ascoltato le ragioni dei tanti cittadini e appassionati che da decenni frequentano e si prendono cura di quest’area sportiva a proprie spese – dichiara Michele Droghetti -. L’esposto che verrà presentato è un atto dovuto per garantire piena trasparenza su decisioni che rischiano di penalizzare una realtà di quartiere ben consolidata”. Il referente del Comitato 972 evidenzia l’importanza di tutelare gli spazi di coesione sociale della città: “I campi di via Canapa hanno sempre rappresentato un punto di riferimento inclusivo, dove il calcio ha saputo unire generazioni di residenti e sportivi in uno spirito di totale condivisione. Per quanto riguarda il cricket, invece, quante realtà ferraresi lo praticano? A fronte del malcontento emerso tra i cittadini, riteniamo fondamentale che l’amministrazione fornisca chiarimenti ufficiali e soluzioni adeguate”.

Si aggiungono anche le dichiarazioni dei componenti del comitato Ing. Werter Malisardi, Dott. Majid Khalili e Avv. Paolo Scaglianti: “Dobbiamo confermare quanto già dichiarato e smentire l’assessore: non è avvenuto alcun confronto con la maggior parte delle persone che da decenni frequentano i tre campi, se ne prendono cura e ne garantiscono la manutenzione. La società Pontelagoscuro dispone di campi propri, recintati e molto frequentati, e non ha nulla a che fare con i tre campi in questione, se non per un parziale taglio dell’erba. I ragazzi camerunensi citati dall’assessore frequentano i campi da meno di tre anni, utilizzano soltanto quello più piccolo e solo occasionalmente nel fine settimana. Il vero afflusso si concentra la domenica mattina, quando decine di ragazzi giocano anche sul campo che è stato cementificato. Il calcio con le scarpe da gioco è incompatibile con il cemento, e la presenza di una superficie così pericolosa accanto al campo rimasto a disposizione dei ragazzi solleva seri interrogativi sulla . Oggi, dopo la cementificazione, ci ritroviamo in circa 40 persone a doverci dividere uno spazio insufficiente. Molti ragazzi hanno già smesso di frequentare i campi. Non si tratta di essere contrari alla pratica del cricket: tutti devono poter praticare il proprio sport. Ma non era necessario privare i cittadini di Ferrara di un campo pubblico di calcio, patrimonio della città da oltre 70 anni. Per il cricket esistevano altre soluzioni, a partire dal Parco Urbano. Chiediamo che venga ripristinato il diritto di tutti i cittadini a utilizzare gli spazi pubblici e che il intervenga per restituire ai ferraresi la possibilità di giocare a calcio”.

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