Caso Versalis, la risposta di Cisl e Uil: “Procedura conosciuta da tempo”
Nel contesto del dibattito in corso riguardante la procedura avviata da Versalis per il sito petrolchimico di Ferrara, giunge la risposta di Femca Cisl e Uiltec Uil alle affermazioni di Filctem Cgil. Al centro della controversia sindacale ci sono i trenta esuberi comunicati dall’azienda e l’interpretazione politica e industriale dell’operazione.
Le rappresentanze sindacali di Cisl e Uil contestano innanzitutto il tono e l’impostazione utilizzati da Filctem Ferrara, accusata di aver presentato una “ricostruzione polemica e strumentale” di una procedura che, sostengono, era già stata esposta e condivisa nei tavoli nazionali senza particolari contestazioni da parte delle organizzazioni sindacali.
“Il 5 maggio scorso Versalis ha ufficialmente avviato una procedura ex Legge 223/91 presso il sito di Ferrara”, ricordano Femca e Uiltec, evidenziando però che il percorso era stato anticipato “oltre un mese fa” alle segreterie nazionali. Secondo Cisl e Uil, si tratta di una procedura “basata sulla non opposizione da parte dei lavoratori coinvolti”, definita come una prassi “ormai consolidata da anni nel sistema di relazioni industriali del Gruppo Eni”.
Ed è proprio su questo punto che si concentra la principale contestazione: per Femca e Uiltec, Filctem starebbe trasformando una procedura destinata a supportare l’uscita di lavoratori prossimi ai requisiti pensionistici in una battaglia politica e mediatica. “Appare incomprensibile il tentativo di trasformare una procedura di ‘non opposizione’, finalizzata a garantire i requisiti previdenziali d’uscita dal lavoro e già illustrata alle Organizzazioni Sindacali, in uno strumento di polemica pubblica”, scrivono.
Una netta presa di distanza rispetto alla posizione assunta dalla Cgil, che aveva parlato di “licenziamento collettivo”, denunciando una contraddizione tra gli impegni presi da Eni-Versalis nei protocolli firmati al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’apertura della mobilità per 30 lavoratori del sito ferrarese.
Filctem aveva inoltre accusato Eni di stare “smantellando pezzo dopo pezzo la chimica in Italia”, lamentando l’assenza di una strategia industriale e il rischio di impoverimento del polo chimico ferrarese. Una lettura che Cisl e Uil respingono implicitamente, rivendicando invece un approccio “responsabile e coerente con il confronto sviluppato ai tavoli nazionali e territoriali”.
“La differenza di approccio tra le Organizzazioni Sindacali è evidente”, scrivono ancora Femca e Uiltec, affermando di aver scelto di “presidiare concretamente le tutele occupazionali e industriali”, mentre “la posizione assunta da una parte sindacale sembra orientata più alla contrapposizione politica che alla reale difesa dei lavoratori”.
Nella nota diffusa dalle sigle territoriali di Cisl e Uil si invita a mantenere il confronto “su un piano di responsabilità e trasparenza”, evitando “iniziative propagandistiche che non giovano né al clima sindacale né alle prospettive dell’assetto industriale della chimica nel territorio”.
I commenti sono chiusi.