Cause perse dal Comune: “I cittadini sono stati presi in giro”
di Emanuele Gessi
“Le sentenze sono inequivocabili, avete subito una sconfitta e siete stati condannati a coprire le spese”. Così il consigliere Fabio Anselmo, ieri (13 aprile) durante il consiglio comunale, ha commentato la perdita legale del Comune di Ferrara – confermata dal Tribunale di Ferrara e dalla Corte d’Appello di Bologna – riguardo al regolamento adottato dall’amministrazione Fabbri per l’assegnazione degli immobili Erp (con il Tribunale che ha definito “discriminatoria” l’azione dell’Ente locale).
Fiorentini e Zonari hanno presentato all’aula una risoluzione, che avrebbe dovuto fungere da base per rivedere il regolamento contestato (per il quale il Comune è stato condannato) ancora in vigore. La risoluzione è stata respinta in blocco dalla maggioranza.
Tuttavia, la situazione di stallo è riconosciuta anche dall’assessore Matteo Fornasini: “Attualmente siamo sostanzialmente fermi nelle assegnazioni. Il nostro regolamento è conforme alla normativa regionale, ma se inizio a scorrere la graduatoria, qualcuno potrebbe contestare l’atto. Ci troviamo in una situazione davvero complessa. Pertanto, tutti i sindaci e gli assessori presenti al Tavolo delle politiche abitative hanno richiesto chiarimenti alla Regione su questo argomento”.
Le radici di questa situazione di impasse, in sostanza, sarebbero da ricercare altrove secondo Fornasini. Egli cita le delibere e i regolamenti regionali (normativa di riferimento per i testi normativi comunali) non aggiornati dall’Assemblea legislativa, nonostante i recenti pronunciamenti della Corte costituzionale. Organo che Fornasini, comunque, sottolinea essersi espresso in modo limitato sulla legge riguardante la residenzialità popolare di un’altra regione (la Toscana).
Fiorentini precisa che “la normativa della Regione Emilia-Romagna non obbliga affatto i Comuni a conferire questi punteggi premiali (relativi alla residenza continuativa, ndr). Si tratta quindi solo di una scelta politica e amministrativa, che oggi deve essere valutata alla luce della Costituzione e della sua recente giurisprudenza”.
Nanni (Pd) accusa l’Amministrazione di mantenere ferme le graduatorie a scapito di molte famiglie “che si trovano in oggettiva difficoltà” e di instaurare “un inutile braccio di ferro con la Regione”.
“Rivendico con orgoglio – replica Fornasini – il nostro modo di stabilire una premialità per la residenza storica. È un principio sacrosanto che valorizza chi contribuisce da più tempo alla costruzione del welfare di questo territorio”.
Due posizioni apparentemente impossibili da conciliare. In definitiva, rimane un debito con la giustizia di quasi 30 mila euro che il Comune (vale a dire, indirettamente, i ferraresi) dovrà saldare.
Un debito fuori bilancio riconosciuto ieri in consiglio comunale, dopo che già in commissione, la settimana scorsa, si era acceso il dibattito politico sulle motivazioni che hanno portato alla sconfitta dell’amministrazione comunale in sede giudiziaria.
Passando ai numeri, il provvedimento riguardante le case popolari prevede un risarcimento di 20.897€ “a cui si aggiunge un importo da liquidare ai nostri legali pari a 13 mila euro”, rivela Fornasini.
Per quanto riguarda l’impianto a biometano di Gaibanella, l’importo è di 6.522€, che non viene aumentato da ulteriori spese “poiché l’avvocato incaricato non ci ha richiesto nulla, ritenendo assolutamente legittime le nostre motivazioni”. Per quanto concerne il debito fuori bilancio relativo al sinistro occorso a un cittadino, che ha citato in giudizio il Comune per risarcimento danni, la spesa è di 1.970€ a cui si sommano altri 831€ per i legali che hanno seguito la vicenda giudiziaria.
Il pronunciamento negativo di Tar e Consiglio di Stato, riguardo alla questione di Gaibanella (ossia contro l’autorizzazione concessa da Arpae per la costruzione dell’impianto a biometano), è stato conseguente a una “tardiva presentazione” dell’istanza (cioè al superamento dei termini previsti dalla normativa) da parte del Comune di Ferrara.
“Solo dopo la scadenza dei 90 giorni per il deposito dell’impugnazione – si difende Fornasini – il progetto dell’impianto di Gaibanella è stato inquadrato come opera Pnrr. Questo automaticamente riduce i tempi per la presentazione dell’impugnazione. La nostra unica colpa: non aver avuto doti divinatorie”.
Interviene Marzia Marchi (M5S) affermando che per opporsi a quell’impianto si sarebbero dovuti utilizzare altri strumenti, e che con la causa legale “si sono soltanto presi in giro i cittadini, con l’intento di dimostrare che ci si stava impegnando per loro”. Davide Nanni (Pd) richiede che i “fondi dei cittadini vengano spesi per cause giuste e non per cause perse”.
Inoltre, è stata ratificata in consiglio comunale la variazione al bilancio di previsione che porterà alla liquidazione degli adeguamenti contrattuali del personale e della dirigenza comunale (a seguito del rinnovo del Ccnl Funzioni locali 2022-2024). Per un importo complessivo di 3 milioni 442 mila euro, finanziato utilizzando i fondi accantonati negli anni precedenti.
“Un atto dovuto – attacca Nanni (Pd) – ma la situazione nei confronti del personale rimane colpevolmente critica”. Il dem menziona la mobilitazione sindacale del personale indetta per il 5 giugno “proprio per la protervia e la testardaggine con cui il Comune di Ferrara non vuole venire incontro alle richieste legittime di tutti i suoi dipendenti, compreso il personale di Polizia locale”.
Risponde Fornasini: “Della polizia locale vi preoccupate solo ora, noi siamo sempre stati in prima linea per investire sul loro potenziamento”.
Infine, si registrano altre modifiche di minore entità al bilancio. Tra queste, ulteriori 20 mila euro per lavori di manutenzione straordinaria del ponte situato in via Pelosa. In ambito di interventi Pnrr, ci sono maggiori oneri quantificati in 50 mila euro per il nido Quartesana e 150 mila euro per il nido Guido Rossa. Inoltre, si segnala una riduzione del mutuo per la realizzazione del Palaboschetto (che passa da 320 mila a 250 mila euro). In entrata, si evidenzia il trasferimento da parte della Regione di circa 40 mila euro per il progetto di riqualificazione di Casa del popolo a Porporana.
I commenti sono chiusi.