Città Identitarie, conflitto in Consiglio: l’opposizione richiede l’uscita dalla Fondazione.

La maggioranza e l’opposizione si confrontano sulla figura di Italo Balbo e sulla sua rappresentazione che sarà proposta al Festival delle “Città identitarie”, in programma in città dal 2 al 5 luglio. Per i membri dell’opposizione, il problema risiede nella “celebrazione” del gerarca fascista, mentre la maggioranza respinge questa interpretazione, sottolineando, come afferma Francesco Rendine (Civica Fabbri), che “ha contribuito enormemente a Ferrara e al buon nome dell’Italia”.

Durante il Consiglio comunale del 29 luglio, è stata bocciata la mozione presentata dai gruppi di minoranza, che chiedeva al Comune di Ferrara di ritirare l’adesione alla rete nazionale delle “Città Identitarie” e alla Fondazione sostenuta dall’associazione CulturaIdentità, oltre a fermare i finanziamenti destinati al Festival. I voti favorevoli sono stati 12, mentre quelli contrari 17.

La mozione è stata proposta da Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo), il quale ha spiegato che l’atto è nato “in risposta a una scelta politica ben precisa che avevamo già contestato in sede di bilancio, quando sono stati stanziati 60mila euro”. Secondo il consigliere, “non stiamo discutendo il diritto di organizzare eventi culturali, ma un’adesione che non è neutrale: si tratta di un progetto politico e culturale che trasforma l’identità in ideologia”. Fiorentini ha anche criticato il modo in cui il Festival presenta Italo Balbo: “Studiare Balbo è fondamentale. Celebrarlo separando le sue imprese aviatorie dallo squadrismo significa falsificare la storia”. Ha aggiunto: “Non chiediamo di cancellare la storia, ma di raccontarla nella sua interezza, senza omissioni, edulcorazioni o propaganda”.

In linea con questa posizione, Davide Nanni (Pd) ha definito l’iniziativa “una scelta politica offensiva per questa città”, contestando il contributo comunale di oltre 30mila euro, che si aggiunge a quello altrettanto significativo proveniente dal Governo Meloni. “Si tratta di soldi dei contribuenti spesi per finanziare un’iniziativa che presenta Italo Balbo con toni fortemente celebrativi”, ha affermato. Nanni ha ricordato come “Balbo abbia avuto un ruolo centrale nello squadrismo e sia rimasto fino alla morte un servitore fedele di un regime violento”. Da qui il richiamo ad altre figure simboliche della città: “Biagio Rossetti, Giorgio Bassani, Florestano Vancini hanno reso grande Ferrara, non Balbo, che deve essere consegnato alla storia, non celebrato”.

Marzia Marchi (M5S) ha espresso un intervento molto critico, notando come, dal suo punto di vista, per l’amministrazione “evidentemente l’orgoglio di essere ferraresi passa per il Fascismo”.

La risposta della maggioranza è stata affidata, tra gli altri, ad Andrea Ferrari (Fratelli d’Italia), che ha parlato di “una polemica alimentata da letture ideologiche”. “Non è serio – ha affermato – giudicare un evento culturale senza averne esaminato il programma”. Secondo Ferrari, “l’adesione alla Fondazione non è un capriccio ideologico, ma la volontà di inserire Ferrara in un progetto dedicato alle figure che, nel bene e nel male, hanno segnato la storia della città”. Pur riconoscendo che “nessuno mette in discussione le responsabilità di Italo Balbo”, ha sostenuto che “la storia non si scrive censurando i personaggi, ma studiandoli”. Ha ribadito come l’antifascismo sia “un valore condiviso” e come queste “pagine debbano essere ricordate con chiarezza”.

Nella sua replica, Fiorentini è tornato sul concetto di identità: “Non indica una fortezza chiusa, ma una relazione”, citando il pensiero di Alex Langer. Ha ribadito le critiche all’utilizzo delle risorse pubbliche: “Sessantamila euro per tre eventi significano ventimila euro a iniziativa”.

Per la Civica Alan Fabbri Sindaco è intervenuto Francesco Rendine, il quale ha affermato che “la parola fascista viene utilizzata in modo inappropriato e troppo frequentemente dalla sinistra più estremista”. Ha sostenuto che Balbo “ha fatto moltissimo per Ferrara e per il buon nome dell’Italia”, aggiungendo che “a quel tempo erano tutti fascisti”. Ha quindi invitato l’opposizione a “liberarsi del risentimento per cose che non esistono più”.

In contrasto, l’intervento di Anna Zonari ha respinto la narrazione della maggioranza e in particolare di Rendine: “Siamo arrivati al ‘tutto sommato era un bravo ragazzo’”. Ha ricordato che “non erano tutti fascisti”, citando i numerosi antifascisti, “proprio per liberare Ferrara da quel mondo Balbo creò lo squadrismo”. Per la consigliera, il punto non è tanto storico, “ma la cornice in cui si colloca” l’evento, poiché “un festival celebra”.

A chiudere il dibattito è stato il vicesindaco Alessandro Balboni, che ha parlato di “ricostruzione fantasiosa” e di “un processo alle intenzioni” avvenuto “ancor prima di leggere il programma. “Non c’è alcuna funzione apologetica o riabilitativa e non emergerà alcuna nostalgia”, ha assicurato, sostenendo che “se questo festival fosse stato organizzato da Tagliani, le opposizioni si sarebbero (ndr) spellate le mani dagli applausi”.

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