Commercio di vicinato, mozione per le Zone economiche speciali di prossimità

Contrastare la chiusura dei negozi di vicinato e sostenere la rivitalizzazione del centro storico, dei quartieri e delle frazioni attraverso agevolazioni fiscali, contributi e semplificazioni amministrative. È l’obiettivo della mozione presentata in Consiglio comunale a Ferrara da Rendine (Civica Afs), Diletta D’Andrea (Forza Italia), Stefano Perelli () e Iolanda Madeo (Fratelli d’Italia), che chiedono al sindaco e alla Giunta di aderire alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.

Il testo punta all’istituzione delle Zone economiche speciali di prossimità (Zespro), aree urbane e periurbane nelle quali introdurre misure specifiche per sostenere le attività economiche. La mozione impegna l’amministrazione comunale anche ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento affinché l’iter legislativo venga avviato e concluso in tempi rapidi.

A motivare l’iniziativa è la progressiva riduzione degli esercizi commerciali, un fenomeno che, secondo i dati richiamati nella documentazione di Confesercenti, ha portato a una diminuzione del 14,3% delle attività rispetto al 2012. Un arretramento che, secondo i firmatari, non riguarda soltanto l’economia, ma anche la tenuta sociale dei territori.

«La chiusura delle attività di prossimità non comporta soltanto una perdita economica, ma anche l’indebolimento di presidi sociali e di servizio», si legge nella mozione, che richiama le conseguenze sulla sicurezza urbana, sulla qualità della vita e sulla vitalità delle comunità locali.

Il documento sottolinea inoltre il ruolo del commercio di vicinato nel tessuto socioeconomico ferrarese, dal centro storico alle frazioni e alle aree periurbane. Le piccole attività contribuiscono alla coesione sociale, garantiscono servizi essenziali e favoriscono la promozione delle produzioni locali e dei prodotti a chilometro zero. A metterle in difficoltà sono anche la concorrenza delle piattaforme online e della grande distribuzione, la digitalizzazione dei consumi e i cambiamenti demografici.

La proposta di legge prevede un regime fiscale agevolato per le imprese situate nelle Zespro, misure di sostegno finanziario e semplificazioni amministrative per gli esercizi esistenti e per quelli di nuova apertura. Il testo contempla inoltre l’istituzione, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, di un Fondo per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità con una dotazione di 600 milioni di euro per il 2026 e di altrettanti milioni annui a partire dal 2027.

È prevista anche la creazione di un Osservatorio incaricato di monitorare il fenomeno, valutare gli interventi e fornire indirizzi per le politiche di rigenerazione commerciale. Alle Regioni e alle Province autonome spetterebbe il compito di individuare e delimitare le aree da destinare alle Zone economiche speciali di prossimità, comprendendo quelle interessate da progetti o programmi locali di rivitalizzazione.

Secondo i firmatari, l’approvazione della legge metterebbe a disposizione dei Comuni e delle Regioni nuovi strumenti normativi e finanziari per contrastare la desertificazione commerciale. La mozione chiede infine di trasmettere il documento al ministero delle Imprese e del Made in Italy, ai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e e agli organi della Regione Emilia-Romagna.

L’ultimo impegno riguarda le iniziative che potranno essere sviluppate direttamente a livello comunale, in collaborazione con le associazioni di categoria, per valorizzare il commercio di vicinato, i servizi di prossimità e le produzioni locali, con particolare attenzione al centro storico, ai quartieri e alle frazioni.

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