Concessioni per gli stabilimenti balneari, Croatti critica l’esecutivo: “Ritardi inaccettabili nei bandi”

Concessioni per gli stabilimenti balneari, Croatti critica l'esecutivo: “Ritardi inaccettabili nei bandi” 1

Comacchio. La recente decisione della Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso collettivo presentato da 23 gestori di chioschi riminesi contro la direttiva Bolkestein, riaccende il dibattito politico riguardo al futuro delle concessioni demaniali marittime, un argomento di grande rilevanza anche lungo la costa comacchiese, dove il settore balneare costituisce uno dei principali motori economici della zona. Nei prossimi anni, il Comune di Comacchio sarà chiamato a gestire i bandi pubblici per l’assegnazione delle concessioni degli stabilimenti balneari.

A prendere parola è il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, che in una nota critica aspramente il governo, accusandolo di immobilismo e ritardi nella definizione delle procedure.

“L’ultima decisione della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso collettivo di 23 chioschisti riminesi contro la Bolkestein, è solo l’ultima di una lunga serie di sentenze di vario grado che hanno delineato un quadro giuridico assolutamente inoppugnabile e chiaro riguardo alle concessioni demaniali”, dichiara Croatti.

Secondo il parlamentare pentastellato, nonostante “questo preciso contesto normativo, le sollecitazioni degli enti locali e le richieste di chiarezza da parte del settore balneare, il governo continua a rimanere in silenzio e a accumulare ritardi ingiustificati e inaccettabili”.

Un argomento che coinvolge direttamente anche il litorale ferrarese. Nelle settimane recenti, le associazioni degli imprenditori balneari di Comacchio hanno infatti richiesto un confronto con i candidati sindaci proprio sul tema delle future gare pubbliche per le concessioni, considerate fondamentali per il futuro turistico della costa.

Nel mirino del M5s finisce in particolare il decreto legge pubblicato l’11 marzo scorso, che prevedeva la presentazione alle Regioni dello schema di bando-tipo entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. “Potrebbe essere opportuno far intervenire ‘Chi l’ha visto?’ perché a distanza di oltre due mesi non si hanno notizie sui criteri contenuti in quei bandi”, ironizza Croatti, parlando di “ennesimo ritardo dietro al quale la destra cerca di nascondere la resa politica rispetto alle menzogne raccontate ai balneari negli ultimi quattro anni”.

Il senatore del Movimento 5 Stelle sottolinea inoltre l’importanza di proteggere il carattere pubblico delle spiagge: “Le spiagge sono un bene comune, di tutti i cittadini e il futuro del settore deve avere al centro l’interesse generale e non quello dei soliti privilegiati”.

Nel comunicato vengono criticati anche alcuni comportamenti attribuiti a parte del settore balneare: “Non si può più tollerare che alcune associazioni di balneari, sostenute da una politica sempre più clientelare, si comportino come feudatari e che in alcune aree del nostro Paese si cementifichi abusivamente l’arenile, si mettano cancelli, si allontanino con arroganza turisti che hanno tutto il diritto di stendere un asciugamano in riva al mare senza dover pagare nulla”.

Da qui la richiesta finale rivolta al governo: “Chiediamo immediatamente bandi che garantiscano trasparenza, investimenti, sostenibilità e chiarezza agli imprenditori balneari. Basta ritardi, basta inganni”.

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