Coperion, Croatti presenta la questione in Parlamento: “Fermare l’uscita delle multinazionali”

La questione Coperion approda in Parlamento. Il senatore del MoVimento 5 Stelle Marco Croatti ha reso noto di aver presentato un’interrogazione urgente ai ministri delle Imprese e del Made in Italy e del Lavoro, richiedendo un intervento sulla controversia che coinvolge gli stabilimenti di Ferrara e Milano, dove l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per circa 80 dipendenti.

Secondo l’esponente pentastellato, “la scelta del gruppo Coperion di interrompere le operazioni in Italia e di procedere con il licenziamento collettivo di circa 80 lavoratrici e lavoratori nelle sedi di Ferrara e Milano è un evento estremamente grave, ingiustificato e completamente inaccettabile”. Croatti evidenzia come si tratti di “realtà economicamente solide, con bilanci in attivo, commesse in corso e competenze specializzate”, che “oggi si trovano a rischio di chiusura a causa di logiche speculative della proprietà estera”.

Nel suo intervento, il senatore ricorda che, “solo nel settembre 2024 Coperion presentava alle organizzazioni sindacali un piano di sviluppo pluriennale fondato su investimenti, innovazione e diversificazione della produzione”. A suo avviso, la successiva decisione di abbandonare l’Italia rappresenta “un’evidente e clamorosa contraddizione rispetto ai risultati positivi ottenuti dagli stabilimenti italiani” e costituisce “l’ennesimo comportamento predatorio da parte di una multinazionale”.

Croatti aggiunge inoltre che “non possiamo permettere che si continui a depredare il patrimonio tecnologico e professionale dei nostri territori, lasciando decine di famiglie nell’incertezza”.

Con l’interrogazione parlamentare, il senatore richiede al Governo di “convocare con urgenza un tavolo nazionale di crisi con la partecipazione dell’azienda, dei sindacati (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs) e degli enti locali, per individuare ogni soluzione utile a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro”, considerando anche l’eventuale ingresso di nuovi attori industriali.

Tra le richieste formulate è presente anche una verifica sull’eventuale utilizzo di risorse pubbliche da parte del gruppo. “Esigiamo una verifica rigorosa sull’eventuale concessione, diretta o indiretta, di contributi pubblici, finanziamenti o agevolazioni fiscali ricevuti negli anni dal gruppo: se sono state utilizzate risorse statali, devono essere immediatamente attivate le procedure di revoca e restituzione”, afferma Croatti.

L’appello finale è rivolto direttamente all’esecutivo: “Il Governo deve smettere di assistere passivamente alla desertificazione industriale del Paese e deve porre un freno alla fuga incontrollata delle multinazionali”.

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