Coperion in crisi. Balboni: “I licenziamenti sono una decisione inaccettabile e ingiustificabile”
Martedì 28 luglio, una delegazione di Fratelli d’Italia Ferrara ha visitato la sede ferrarese di Coperion per incontrare i dipendenti dell’azienda, in seguito all’annuncio dell’avvio della procedura che potrebbe portare alla chiusura dell’attività e al licenziamento degli 80 lavoratori presenti nel sito. Questa decisione ha generato grande preoccupazione e incredulità, dato che la realtà ferrarese è considerata un’eccellenza altamente specializzata, con progetti attivi, personale qualificato e risultati economici favorevoli.
Alla visita hanno preso parte il presidente provinciale del partito e vicesindaco di Ferrara, Alessandro Balboni, il consigliere regionale Fausto Gianella, la capogruppo in consiglio comunale Iolanda Madeo, il vicepresidente della Provincia di Ferrara Alessandro Guaraldi e il presidente provinciale di Gioventù Nazionale Giacomo Barile.
“La delegazione – si legge nel comunicato stampa inviato alle redazioni – ha voluto manifestare personalmente la propria solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, raccogliendo le loro ansie e ribadendo l’impegno a intraprendere ogni iniziativa istituzionale necessaria per evitare la chiusura dello stabilimento. Una scelta che risulta incomprensibile anche considerando che il fondo statunitense Lone Star aveva acquisito il gruppo solo lo scorso anno, investendo anche nella sede di Ferrara attraverso nuove assunzioni di ingegneri specializzati. Pertanto, questa decisione rappresenta un vero e proprio fulmine a ciel sereno, che ha sorpreso anche i fornitori e l’intero tessuto economico locale. Inoltre, ai dipendenti non è stata offerta alcuna opportunità di dialogo con la proprietà prima dell’annuncio della procedura”.
“La decisione della proprietà di procedere con 80 licenziamenti è inaccettabile e ingiustificabile – afferma Alessandro Balboni -. Di fronte a una realtà in utile, che continua a produrre, non possiamo tollerare che prevalgano unicamente logiche di speculazione finanziaria. Faremo la nostra parte e solleciteremo tutte le istituzioni affinché si crei una rete per sostenere questa battaglia e tutelare i dipendenti. Siamo pronti a coinvolgere il Ministro delle imprese del made in Italy, Adolfo Urso”.
“In una situazione come questa – prosegue Balboni – non devono esserci divisioni politiche. Ieri è stata approvata all’unanimità in Consiglio Comunale la mozione della capogruppo Madeo per l’apertura di un tavolo di confronto permanente con l’azienda e le organizzazioni sindacali per prevenire la chiusura dell’attività. Questo è solo il primo passo, ci attiveremo anche in Regione insieme al consigliere Fausto Gianella, affinché maggioranza e opposizione collaborino nell’interesse del territorio. Se la proprietà decide di non voler più investire, è legittimo chiedersi perché non venga considerata una soluzione alternativa, come la cessione dell’azienda, invece della sua chiusura. Difendere imprese sane, competenze e lavoratori significa proteggere il futuro del nostro territorio e dell’intero sistema produttivo europeo, che non può essere indebolito da decisioni dettate esclusivamente dalla finanza. Dobbiamo salvaguardare i nostri interessi e i nostri posti di lavoro, è fondamentale che tutte le istituzioni si facciano sentire su questo tema per evitare la chiusura dell’azienda”.
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