D’Andrea (Fratelli d’Italia) chiede se la Festa dell’Unità ha le autorizzazioni

La Festa dell’Unità è una delle manifestazioni che ricevono finanziamenti dal Comune di Ferrara con fondi pubblici.

È il concetto espresso in una lettera inviata ai media da Diletta D’Andrea, consigliera comunale di Fratelli d’Italia, la cui attenzione si è posata sulla “città è invasa da locandine, volantini e maxi cartelloni 6×3 metri sulla Festa dell’Unità organizzata dal Partito Democratico, che si terrà nella prestigiosa cornice medievale del Baluardo di Santa Maria della Fortezza dall’11 al 20 settembre”.

“Pur dovendo attendere trepidanti il 7 settembre per conoscere i dettagli del programma – prosegue ironica D’Andrea -, si legge nel payoff dell’iniziativa “cibo, idee e musica” e per questo vengono in mente almeno alcune domande: siamo sicuri che ci siano tutte le autorizzazioni per l’evento? Siamo sicuri che la Soprintendenza abbia rilasciato l’autorizzazione, considerando che si tratta di un bene vincolato e di un evento diverso da una rievocazione medioevale come per la Giostra del Monaco?”.

A questo punto la consigliera fa sue alcune frasi dette da membri dell’opposizione in riferimento a eventi privati che ricevono finanziamenti pubblici: “«Certo, si dà per scontato che le autorizzazioni, che sono atti tecnici, lo ricordiamo, vengano concesse…» scriveva Sara Conforti, consigliera e organizzatrice dell’evento del Partito Democratico, riferendosi ad altri eventi riconducibili al Comune di Ferrara, come il Ferrara Summer Festival. Ma attualmente, di fatto, queste autorizzazioni ci sono?”.

“Considerando che ci sarà anche musica, come scritto nel volantino – prosegue D’Andrea -, per usare le parole del consigliere Massimo Buriani utilizzate per altri eventi, si chiede se i residenti siano stati tutelati con apposite relazioni di impatto acustico, se siano state chieste deroghe al rumore, se sarà necessaria la commissione comunale di vigilanza e se questa sia stata quantomeno informata dell’evento, «per garantire il pieno rispetto della normativa in materia di inquinamento acustico, tutela dei beni culturali e salute pubblica»”.

E ancora: “Mi chiedo quindi se sia prevista, allo stesso modo, la richiesta di un intervento del Prefetto, come richiesto dal Partito Democratico per altri eventi, e, sempre per usare le loro parole, «per verificare le autorizzazioni di legge e quali misure si intendano adottare per proteggere i residenti dall’inquinamento acustico a cui saranno sottoposti durante le giornate» della Festa dell’Unità”.

D’Andrea dimentica che la richiesta di intervento rivolta al prefetto arrivava dopo lo sforamento dei limiti acustici stabiliti per legge e per il numero di concerti non consentito dal regolamento regionale, ma va avanti chiedendosi inoltre “se saranno previsti impianti fonometrici per verificare il non sforamento dei limiti previsti di 65 decibel per le sorgenti sonore e il vociare delle persone. Si chiede inoltre se intenderà utilizzare luci a basso impatto energetico, vista la grande sensibilità per il tema, e se queste luci saranno o meno proiettate verso le finestre dei residenti, al fine di evitare le problematiche sollevate per gli eventi in Darsena”.

“La sensazione – insiste – è che nulla di tutto questo accadrà. Non ci saranno esposti, non ci saranno richieste di verifiche e, si dirà che le autorizzazioni potranno anche non essere rilasciate prima di iniziare la comunicazione di un’iniziativa. Non assisteremo neppure a una levata di scudi in nome del rispetto del bene monumentale, della salvaguardia degli spazi pubblici, degli uccelli e dell’erba, da parte di associazioni, o presunte tali, comitati e promotori di raccolte firme. Ma soprattutto non sarà classificato da illustri luminari, emeriti docenti universitari e plurilaureati come il solito “frizi e magna”, pur essendo già stato comunicato un menù a base di pinzini, salumi e patatine fritte. Un menù che sorprende tutti perché popolare, normalmente “apprezzato da quella fascia bassa della popolazione, delle periferie, operaia e ignorante”, che, per il presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini, ospite dell’evento, può votare solo a destra”.

A nessuno dell’opposizione in Consiglio comunale – conclude l’azzurra – verrà in mente di avanzare una qualsiasi richiesta di chiarimenti, così come è stato fatto per tanti altri eventi rivolti a tutti i cittadini, per evidenti ragioni di opportunità politica. Va bene, ma almeno risparmiateci la morale”.

In ultimo, dall’ufficio comunicazione del sindaco Alan Fabbri, fanno sapere che ci sarà un accesso agli atti. A quale ente non è ancora dato sapere.

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