Ddl Valditara. Scaramagli (FdI): “Un progresso significativo”

“L’approvazione del disegno di legge sul consenso informato nel contesto scolastico rappresenta un passo significativo verso una scuola sempre più basata sulla cooperazione tra istituzioni educative e famiglie”. Così l’assessora e coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia Ferrara Chiara Scaramagli commenta il ddl Valditara.

Secondo Scaramagli, “educare implica la creazione di un’alleanza educativa solida, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità stabilite dalla nostra Costituzione”. In questo modo, la scuola rimarrebbe “un luogo essenziale di crescita, confronto e formazione, ma su questioni particolarmente sensibili e relative alla sfera affettiva/sessuale e all’identità di genere è fondamentale che le famiglie siano informate in anticipo e coinvolte nelle decisioni educative riguardanti i propri figli, come previsto anche dall’art. 30 della Costituzione”.

“Il ddl Valditara – chiarisce – non intende in alcun modo limitare l’autonomia scolastica né il valore dell’educazione affettiva, come alcuni vorrebbero far credere: disciplinare e richiedere il consenso delle famiglie su percorsi che riguardano l’identità di genere non significa voler eliminare l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia, né l’educazione sessuale in senso biologico, che continuerà a essere insegnata in tutti i livelli scolastici come già stabilito dal Governo, il quale ha anche destinato 13 milioni di euro per tali attività in aula con gli studenti e 3 milioni di euro per la formazione specifica dei docenti (e il 90% degli istituti superiori in Italia ha attivato corsi di educazione alle relazioni e al rispetto, molti dei quali curriculari): risorse che in precedenza non erano mai state allocate per tali scopi”.

“Intende semplicemente introdurre – conclude – maggiore trasparenza, chiarezza e partecipazione, rafforzando il dialogo tra scuola e genitori, poiché la famiglia non deve mai rivestire un ruolo secondario, soprattutto su temi delicati e significativi come l’identità di genere e le teorie gender.
Ed è proprio questo il punto cruciale: la crescita dei giovani richiede una responsabilità condivisa, rispetto reciproco e una comunità educativa capace di collaborare, senza contrapposizioni ideologiche e senza propaganda”.