Emergenza climatica e settore agricolo, Campi (Afs) sollecita un intervento straordinario per tutelare il futuro del territorio ferrarese.

La questione climatica e le sue ripercussioni sul settore agricolo sono al centro di un ordine del giorno presentato in Consiglio comunale da Fabiano Campi, membro del gruppo consiliare Alan Fabbri Sindaco. Il documento richiede al sindaco e alla giunta di farsi promotori presso la Regione Emilia-Romagna di una serie di interventi strutturali e di una pianificazione a lungo termine per salvaguardare la produttività agricola della provincia di Ferrara nei prossimi 50-100 anni.

Nel testo si sottolinea come la provincia di Ferrara, per la sua conformazione e la sua storica vocazione agricola, sia particolarmente vulnerabile agli effetti dei cambiamenti climatici. Si ricorda infatti che “la crisi climatica globale sta manifestando i suoi effetti con eccezionale gravità sul territorio della provincia di Ferrara”, mentre le proiezioni scientifiche indicano “scenari critici legati all’innalzamento delle temperature medie, alla prolungata siccità estiva, all’alterazione del regime delle precipitazioni e al progressivo inaridimento del suolo”.

L’ordine del giorno richiama inoltre le fragilità specifiche del territorio ferrarese, ponendo l’accento sul fenomeno della subsidenza e sull’avanzata del cuneo salino, considerato una minaccia in grado di compromettere la fertilità dei terreni agricoli attraverso la contaminazione delle falde e dei canali di irrigazione.

Secondo Campi, l’agricoltura rappresenta “il motore economico e identitario della provincia di Ferrara” e un eventuale calo della produttività nei prossimi decenni avrebbe ripercussioni significative non solo per le aziende agricole, ma anche per l’intera filiera agroalimentare, con il rischio di abbandono delle campagne e fenomeni di desertificazione.

Per questo motivo il consigliere sostiene che “le risposte a una minaccia strutturale di questa portata non possono essere gestite con logiche esclusivamente emergenziali, ma richiedono una pianificazione strategica di lungo termine e investimenti infrastrutturali coordinati a livello sovracomunale”.

Tra le richieste rivolte alla Regione figura l’elaborazione di un piano straordinario per le risorse idriche e le infrastrutture, con la creazione di nuovi bacini per l’accumulo delle acque piovane, l’ammodernamento delle reti dei Consorzi di bonifica per ridurre le dispersioni e l’installazione di barriere, fisse o mobili, contro la risalita del cuneo salino lungo i rami del Po.

L’ordine del giorno propone inoltre incentivi all’agricoltura rigenerativa e di precisione, attraverso bandi destinati alle aziende che adottano pratiche in grado di migliorare la capacità del suolo di trattenere l’acqua e contrastare la desertificazione. Viene anche sollecitato il finanziamento di progetti di ricerca, in collaborazione con l’Università di Ferrara e i centri regionali del settore agroalimentare, per sviluppare colture più resistenti alla scarsità d’acqua e alla salinità.

Il documento chiede infine alla Regione di definire un preciso cronoprogramma degli interventi. Entro dodici mesi viene proposta la redazione di uno studio di impatto territoriale e di una mappatura del rischio di perdita di fertilità dei terreni al 2050-2100, specifica per il Ferrarese. Entro tre anni si sollecita l’attivazione di linee di finanziamento dedicate all’efficientamento irriguo e alla tutela dei suoli, mentre nell’arco di cinque-dieci anni viene indicato come obiettivo il completamento delle principali opere infrastrutturali di stoccaggio e sbarramento idrico, così da garantire la disponibilità della risorsa acqua e preservare la produttività agricola del territorio nel lungo periodo.

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