Deceduto durante l’arresto da parte delle forze dell’ordine. Niente minuto di silenzio in Consiglio Comunale.

Un minuto di silenzio per ricordare Abderrahim Fakir, un uomo di 43 anni di origine marocchina, deceduto domenica (19 luglio) pomeriggio nel quartiere Pilastro di Bologna durante un controllo effettuato dagli agenti della polizia di Stato. La proposta è stata avanzata, durante l’ultima riunione del Consiglio comunale, dalla consigliera Anna Chiappini del Partito Democratico, a nome di tutti i gruppi di minoranza. Tuttavia, la richiesta è stata respinta, bocciata da tutti i capigruppo di maggioranza e dal consigliere Federico Soffritti, presidente dell’assise municipale.

Mi sembra che si stia anticipando il giudizio. Non conosciamo le circostanze della morte di questa persona e non ritengo sia appropriato proporre un minuto di silenzio” ha dichiarato l’ex poliziotto Stefano Perelli (Lega). “Anche per noi è prematuro” ha aggiunto Francesco Rendine della civica Fabbri. Successivamente ha specificato: “Non sappiamo le motivazioni del decesso. Potrebbe aver avuto un problema di salute e non ci sono stati ancora accertamenti medici che possano chiarire la situazione. È inaccettabile avanzare una richiesta simile a poche ore dalla morte, avvenuta per motivi sconosciuti, quando recentemente abbiamo onorato cittadini italiani che avevano compiuto atti meritevoli. Questa è una questione che non riguarda la città di Ferrara”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Iolanda Madeo di Fratelli d’Italia: “Ci uniamo e anche noi riteniamo sia prematuro. Ogni giorno ci sono vittime, anche sul lavoro” ha affermato, mentre Francesco Levato di Forza Italia, esprimendo le proprie condoglianze alla famiglia del 43enne, ha considerato “eccessivo” il minuto di silenzio “senza aver chiarito le cause del decesso”. “La morte di chiunque – ha detto – merita rispetto, ma allora ieri in provincia di Salerno c’è stato un altro presunto omicidio di un giornalista sportivo. Dovremmo fare un minuto di silenzio per tutti“.

Forte la reazione di Leonardo Fiorentini, capogruppo della civica Anselmo: “Stiamo parlando di un giovane che è deceduto mentre era sotto la custodia dello Stato con procedure di fermo e arresto che questa città conosce bene. E che, nonostante il Comitato per la prevenzione della tortura avesse già nel 2003 richiesto di interrompere l’uso di tali metodi per fermare le persone, il nostro Stato ha ignorato. Così come la recente sentenza della Cedu. E così continuano a verificarsi decessi durante i fermi di polizia. Al di là delle responsabilità penali che saranno accertate dai magistrati, qui si tratta di una persona che era sotto custodia dello Stato e che è deceduta, indipendentemente dalle cause che hanno portato alla morte”-

Critica anche Anna Chiappini, che aveva richiesto il minuto di silenzio per una morte avvenuta in “condizioni inaccettabili, tutte da chiarire“. “Mi sembra di comprendere – ha affermato – che la maggioranza non desideri onorare la vita a prescindere, senza distinzione di cultura o religione. Ne prendiamo atto e ci fermiamo qui”.

A concludere la discussione, respingendo la richiesta dei gruppi di minoranza, è stato Federico Soffritti, presidente del Consiglio Comunale, specificando che “pur esprimendo il massimo rispetto per il dolore dei familiari, questo consesso istituzionale deve mantenere una linea di stretta neutralità rispetto ai fatti di cronaca ancora in fase di accertamento giudiziario e quindi preferisco non aderire all’iniziativa”.

 

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