Anche a Ferrara si registrano diverse adesioni alla campagna “Un’altra difesa è possibile”, che sollecita il Parlamento a promuovere la pace attraverso il rifiuto della guerra.
A livello nazionale hanno aderito figure come gli attori Alessandro Bergonzoni, Ascanio Celestini, e giornalisti quali Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, il regista teatrale Giulio Cavalli, l’europarlamentare Cecilia Strada e il fisico Carlo Rovelli.
In ambito locale spiccano i nomi di Domenico Bedin, Tiziano Tagliani, Angela Alvisi, Alessandra Mambelli, Anna Chiappini, Elena Buccoliero, Luca Greco, don Andrea Zerbini e Piero Stefani.
Lo scorso marzo, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e la Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile hanno presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per una difesa civile, non armata e nonviolenta.
Il punto più innovativo è rappresentato dalla prevenzione dei conflitti attraverso i Corpi civili di pace, seguendo l’idea proposta dall’europarlamentare Alexander Langer nel 1995, che è stata più volte approvata dall’Unione Europea ma mai realizzata. Tuttavia, esistono alcune sperimentazioni nella società civile con volontari in aree di conflitto e, a livello istituzionale, con il Civil Peace Service della Germania.
La proposta di legge affronta anche la questione della copertura finanziaria, prevedendo un’opzione fiscale del 6×1000 affinché ogni contribuente, al momento della dichiarazione dei redditi, possa contribuire direttamente alla creazione di una difesa non armata.
Le firme possono essere raccolte fino a metà settembre. Se si raggiungeranno le 50.000 firme necessarie, la proposta sarà discussa in Senato, dove i promotori saranno invitati a presentarla.
“Parliamo – spiegano i promotori – di corpi civili di pace, servizio civile e protezione civile, educazione alla nonviolenza e alla mediazione… Istituti che, a ben pensarci, costano infinitamente meno del riarmo e offrono molto di più: tutelano le vite umane e il territorio, prevengono la guerra e affrontano i conflitti in modo nonviolento”.
“Mentre le spese militari raggiungono livelli mai visti – proseguono – e voci autorevoli invitano le popolazioni a prepararsi alla guerra (come in Francia in diverse occasioni, ma non dimentichiamo che il Ministro Crosetto sta lavorando per una riserva militare a più livelli, che ci prepara a maggiori investimenti per la difesa e, infine, ci indirizza verso la guerra), le principali reti pacifiste e nonviolente si sono unite per proporre un’alternativa concreta nel rispetto della Costituzione”.
Chiunque può aderire, in meno di tre minuti, utilizzando SPID o CIE a questo link: firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008.
A Ferrara è possibile anche “metterci la faccia”, inviando una propria fotografia all’indirizzo mail movimentononviolento.fe@gmail.com per testimoniare il valore della proposta.