Dl Caregiver, il Pd: “La risposta del Governo è insufficiente. Necessaria una riforma”

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In questi giorni, l’approvazione del disegno di legge sui caregiver familiari viene presentata dal Governo come un traguardo significativo. Tuttavia, chi si occupa di un familiare non autosufficiente è consapevole che la situazione è ben diversa: nella maggior parte dei casi, ci si trova a dover affrontare tutto da soli.

In Italia, oltre 7 milioni di individui si dedicano alla cura in modo continuativo, secondo i dati Istat. Di questi, circa il 60% sono donne, che gestiscono simultaneamente lavoro, famiglia e assistenza, spesso per anni, affrontando oneri che influiscono sulla loro salute, sia fisica che mentale. Su di loro continua a poggiare una parte essenziale del nostro sistema di welfare.

Di fronte a un fenomeno strutturale, destinato ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione, la risposta del Governo non è adeguata.

Le risorse allocate – circa 250 milioni di euro – risultano gravemente insufficienti e l’accesso è limitato a un numero molto ristretto di persone, escludendo molti caregiver che quotidianamente affrontano pesanti oneri di cura senza alcun riconoscimento.

Questa limitazione pesa ancor di più in territori come il nostro. La provincia di Ferrara è tra le più anziane del Paese: l’indice di vecchiaia supera i 270 anziani ogni 100 giovani, secondo Istat. A ciò si aggiungono una diffusa presenza di nuclei unipersonali e una significativa della popolazione anziana. Il risultato è una domanda crescente di assistenza e un carico sempre più gravoso sulle famiglie.

In un contesto simile, interventi parziali rischiano di ampliare le disuguaglianze e di lasciare ancor più isolate le persone.

Il disegno di legge si focalizza quasi esclusivamente su contributi economici limitati e con criteri molto restrittivi, senza creare una rete di servizi e senza potenziare il sistema territoriale.

Eppure, esiste già un’alternativa. In Emilia-Romagna, il caregiver familiare è riconosciuto dal 2014 all’interno del sistema dei servizi sociali e sanitari, con strumenti concreti di supporto e percorsi integrati, potenziati dalla legge regionale del 2024.

Siamo fermamente convinti che sia necessaria una riforma che riconosca pienamente, anche sul piano giuridico, il caregiver familiare, garantisca tutele e costruisca una rete integrata di servizi, con risorse adeguate.

Qui si parla della vita concreta di migliaia di persone che ogni giorno mantengono, spesso da sole, una parte fondamentale del nostro welfare. Anche nel nostro territorio, una parte di questo equilibrio si basa sul lavoro quotidiano delle associazioni di volontariato, che supportano i caregiver familiari con attività di assistenza, orientamento e prossimità. Una realtà che merita di essere riconosciuta e sostenuta all’interno di una risposta pubblica più robusta e continuativa.

Elisa Galuppi, Giuseppe Lagrasta, Chiara Benvenuti

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