Finanziamenti regionali per i Centri di supporto per uomini violenti: 550mila euro destinati a prevenzione e riabilitazione.

La battaglia contro la violenza di genere si sviluppa anche attraverso programmi di recupero, responsabilizzazione e prevenzione rivolti agli uomini. Nella provincia di Ferrara, questa rete di intervento si basa su due realtà specifiche: il Centro LDV dell’Azienda Usl di Ferrara, una struttura pubblica, e il CAM – Centro di ascolto uomini maltrattanti, gestito dal Terzo settore.

I due centri ferraresi si inseriscono in un contesto più ampio, in cui la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato la distribuzione delle risorse nazionali destinate ai Centri per uomini autori di violenza (CUAV), per un totale che supera i 550mila euro. L’obiettivo principale di questi percorsi è quello di fermare i comportamenti violenti, prevenire la recidiva e promuovere il cambiamento dei modelli comportamentali nelle relazioni interpersonali. Attraverso questo lavoro, si mira a favorire il riconoscimento della responsabilità mediante la consapevolezza della violenza perpetrata e delle sue conseguenze, promuovendo al contempo relazioni affettive basate sulla non violenza, sull’uguaglianza e sul rispetto reciproco.

L’Emilia-Romagna ha una lunga storia in questo settore, essendo stata nel 2011 la prima regione italiana a finanziare un centro pubblico presso il Consultorio dell’Ausl di Modena. Attualmente, la rete conta 15 Centri in totale, di cui 7 pubblici gestiti dalle Aziende sanitarie locali e 8 privati a cura del Terzo settore, distribuiti in tutte le province romagnole ed emiliane. Oltre alle strutture di Ferrara, sono presenti centri pubblici del servizio LDV ed enti del Terzo settore (tra cui CIPM, Ceis, Senza violenza, Ctm, M.UO.VITI e Dire uomo) a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

A conferma dell’importanza del servizio, i dati dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere evidenziano un aumento costante delle prese in carico nell’ultimo triennio. Il numero degli utenti in percorso è infatti cresciuto progressivamente, passando dagli 893 utenti del 2023, ai 1.253 del 2024, fino a raggiungere i 1.484 utenti nel 2025, ultimo dato disponibile.

«I Centri per gli uomini autori di violenza completano la nostra strategia di contrasto alla violenza contro le donne — sottolinea l’assessora regionale alle Pari opportunità, Gessica Allegni —. Queste risorse consentono di intervenire sugli uomini affinché possano avviare percorsi di responsabilizzazione e cambiamento. Insieme alle case rifugio e ai centri antiviolenza, i Cuav rappresentano un elemento fondamentale dell’impegno dell’Emilia-Romagna per prevenire la violenza».

L’operato dei Centri per uomini autori di violenza si affianca all’azione di protezione diretta per le vittime, garantita a livello regionale da una rete capillare composta da 23 centri antiviolenza e 63 case rifugio, offrendo così un approccio integrato per contrastare e prevenire il fenomeno alla radice.

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