Fine vita, Calvano e Parma: “Il Governo impugna la legge regionale ma non attua la normativa nazionale”
«Il Governo Meloni impugna la legge dell’Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito, ma continua a non fare ciò che da anni gli viene chiesto: una legge nazionale sul fine vita. È questo il vero punto politico della vicenda».
Così il capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa, Paolo Calvano, e la vicepresidente del Gruppo Pd e relatrice della legge, Alice Parma, intervengono dopo la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge regionale approvata dall’Emilia-Romagna lo scorso luglio.
Il Governo sostiene che la normativa regionale intervenga su profili di competenza statale e contesta, tra gli altri aspetti, il ruolo attribuito alle linee guida regionali nella definizione di alcuni requisiti.
«Il Governo – proseguono Calvano e Parma – sostiene di voler tutelare l’uniformità delle regole, ma da anni non riesce a dare all’Italia una disciplina nazionale. Nel frattempo sono intervenute ripetutamente le sentenze della Corte costituzionale, indicando un quadro di diritti e responsabilità al quale le istituzioni devono dare attuazione. L’Emilia-Romagna ha scelto di farlo, organizzando il proprio Servizio sanitario per garantire l’applicazione di quelle indicazioni».
«Per questo – aggiungono – riteniamo importante quanto evidenziato dal presidente de Pascale: il Governo, con questa impugnazione, riconosce nei fatti che le Regioni possono intervenire sul tema. Se esiste una questione di competenze o di uniformità nazionale, la risposta non può essere lasciare i cittadini e le Regioni dentro un vuoto normativo. La risposta deve essere una legge dello Stato».
Calvano e Parma respingono inoltre le contestazioni sulla qualità delle cure palliative in Emilia-Romagna: «Mettere in discussione il lavoro delle nostre professioniste e dei nostri professionisti delle cure palliative è ingeneroso e non corrisponde al lavoro che viene svolto ogni giorno nel nostro sistema sanitario. Come ha ricordato il presidente de Pascale, la Regione ha raggiunto e superato gli obiettivi Pnrr sulle cure palliative, comprese quelle pediatriche».
«Su una materia così delicata – concludono – non servono contrapposizioni ideologiche né battaglie politiche sulla pelle delle persone. Servono regole chiare, diritti esigibili e garanzie per pazienti, famiglie e professionisti. L’Emilia-Romagna farà la propria parte anche davanti alla Corte costituzionale per difendere il contenuto della propria legge e il diritto delle persone di scegliere nel rispetto della propria dignità e della propria, sacrosanta, libertà. Continueremo a chiedere al Parlamento di fare finalmente ciò che ancora non ha fatto: una legge nazionale sul fine vita».
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