Flotta in partenza per Gaza, proposta del M5S in Consiglio comunale a Ferrara

Flotta in partenza per Gaza, proposta del M5S in Consiglio comunale a Ferrara 1

In Consiglio comunale a Ferrara è stata presentata una mozione dalla consigliera Marzia Marchi (Movimento 5 Stelle) che richiede un intervento deciso da parte del Governo italiano riguardo all’abbordaggio della Global Sumud Flotilla e all’arresto di alcuni membri dell’equipaggio.

Il documento richiama innanzitutto il contesto dei diritti internazionali, citando la Dichiarazione Onu sui difensori dei diritti umani, che afferma che “tutti hanno il diritto, sia individualmente che in associazione con altri, di promuovere e combattere per la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali”. La mozione evidenzia inoltre come le navi, partite il 26 aprile, fossero dirette verso Gaza “per porre fine all’assedio” e trasportassero “cibo, acqua potabile e medicinali”.

Secondo quanto riportato nel testo, “nella notte tra il 29 e il 30 aprile le forze militari israeliane hanno abbordato le imbarcazioni […] in acque internazionali”, nonostante fossero “disarmate e con equipaggio civile”. L’operazione avrebbe coinvolto 21 navi, con “la distruzione dei loro motori e dei loro sistemi di navigazione e comunicazione” e il “sequestro di 175 attivisti di diverse nazionalità, tra cui 23 italiani”.

La mozione sottolinea anche le circostanze dell’intervento, avvenuto “a 670 miglia nautiche da Gaza, in acque internazionali, di notte con una tempesta in arrivo”, condizioni che avrebbero impedito alle imbarcazioni di richiedere aiuto. Viene inoltre denunciato l’arresto di due membri del direttivo della Flotilla, Thiago Avila e Saif AbuKashek, “deportati in Israele con l’accusa di essere terroristi […] e attualmente detenuti in condizioni degradanti dal punto di vista umano”.

Particolare attenzione è riservata alle testimonianze degli attivisti: 32 di loro sarebbero stati ricoverati a Iraklio, “a causa delle ferite subite durante i pestaggi avvenuti a bordo della nave da guerra israeliana che li ha tenuti prigionieri per 40 ore, ostaggi, nel mezzo del Mediterraneo”.

Nel testo si fa riferimento anche al diritto internazionale marittimo, affermando che, secondo l’articolo 101 della Convenzione UNCLOS, “un attacco di questo tipo è giustificabile solo nei confronti di navi sospettate di pirateria, tratta di schiavi, trasmissioni non autorizzate o se la nave è priva di nazionalità”.

Alla luce di queste considerazioni, la mozione impegna il sindaco di Ferrara a contattare la Presidenza del Consiglio e il Ministero degli Esteri affinché il Governo “vada oltre le parole di condanna” e si attivi in modo concreto. Tra le richieste: la sospensione dell’accordo di associazione con Israele, “l’immediato rilascio degli attivisti arrestati”, l’attivazione del coordinamento Sar per la sicurezza delle altre imbarcazioni, il coinvolgimento degli organismi Onu e “l’intervento della Corte internazionale di giustizia”.

Il documento sarà ora oggetto di discussione nell’aula consiliare.

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