La questione dell’assenza di una rete fognaria pubblica nella località di Focomorto è stata portata all’attenzione del Consiglio comunale tramite un’interpellanza presentata dal consigliere del Partito Democratico Elia Cusinato, il quale richiede all’amministrazione comunale di fornire chiarimenti sui tempi e i programmi per la costruzione di tale infrastruttura.
Nel documento si sottolinea come la frazione, sebbene situata nelle immediate vicinanze del centro di Ferrara e avendo vissuto negli anni un notevole sviluppo residenziale, sia ancora “totalmente priva di una rete fognaria pubblica per la raccolta e lo smaltimento delle acque reflue”.
Secondo il consigliere del PD, questa situazione costringe i residenti a dipendere esclusivamente da sistemi privati come fosse biologiche e pozzi neri, con conseguenze economiche e ambientali significative. L’interpellanza evidenzia che tale condizione “è in netto contrasto con gli standard di urbanizzazione e con le normative europee e nazionali riguardanti la protezione delle acque” e rappresenta “un grave ostacolo allo sviluppo del territorio e alla qualità della vita dei cittadini”.
Tra le principali problematiche segnalate c’è il potenziale rischio igienico-sanitario derivante dall’uso continuativo di impianti autonomi, spesso obsoleti o sottoposti a un carico crescente. Nel testo si menziona “un rischio concreto di proliferazione batterica e microbiologica”, con possibili conseguenze sulla salute pubblica.
L’interpellanza richiama anche l’attenzione sui possibili effetti ambientali legati a eventuali malfunzionamenti dei sistemi privati. In particolare, viene messo in evidenza il rischio di infiltrazioni di reflui nel terreno, un fenomeno che potrebbe compromettere la qualità delle falde acquifere e dei canali di scolo della zona.
Non manca poi un riferimento agli aspetti economici. Il documento sottolinea come la manutenzione e lo spurgo periodico delle fosse biologiche rappresentino “un onere economico costante e ingiustificato per le famiglie di Focomorto”, creando una “palese disparità di trattamento” rispetto ai residenti delle altre aree della città servite dalla rete pubblica.
Tra i problemi segnalati ci sono anche quelli legati agli eventi meteorologici più estremi. Secondo Cusinato, l’assenza di un sistema dedicato alla raccolta dei reflui può favorire la formazione di ristagni d’acqua superficiali che, oltre a generare cattivi odori, possono diventare “l’habitat ideale per la proliferazione di insetti e altri vettori potenziali di agenti patogeni”.
Attraverso l’interpellanza, il consigliere chiede quindi al sindaco e all’assessore competente se il Comune abbia già predisposto o intenda predisporre “con urgenza” un piano per la realizzazione della rete fognaria pubblica nella frazione. Chiede inoltre se siano già stati avviati, e a che punto si trovino, i dialoghi con Hera Spa e con Atersir per includere l’opera nella programmazione degli investimenti infrastrutturali.